lunedì 16 maggio 2011

La riscoperta delle piccole collane di carta

La Puglia è la regione d' Italia più esposta verso il mare di Grecia e non a caso con la Calabria e la Sicilia vanta la memoria gloriosa di essere stata un'area della Magna Graecia.
Una Casa Editrice pugliese come  Stilo Editore non poteva non avere, all'interno del suo originale catalogo, una collona ispirata all'Ellade. La  "Piccola Letetratura Greca" con 8 titoli all'attivo, tutti dello studioso Giuseppe Micunco, ci spalanca verso gli orizzzonti che sono stati la culla della nosta Occidentale Civiltà, facendoci riscoprire la bellezza di una sciruttura votata alla bellezza della forma e del pensiero.
E l'occhio, non insensibile a questi valori, si è fatto subito catturare dal piccolo amabile volume dedicato a "Saffo e la Lirica Monodica".



"Nella mutata situazione socio-politica, determinata dalla seconda colonizzazione (VII-VI sec. a.C.), nasce una nuova poesia che ci attesta una ricerca di motivazioni, di riflessione, di senso. Questo lavoro ricostruisce la lirica del ‘canto a solo’ intorno all’interrogativo posto da Saffo (ma che è anche degli altri poeti) circa ‘la cosa più bella’, quella che rende la vita degna di essere vissuta, che sia l’eros del bello, l’amore e l’amicizia, la giovinezza, la forte sopportazione, il vino e la lotta politica, la poesia stessa. Non conta più la comune opinione di una società che metteva al primo posto l’aretè, il valore guerriero, la gloria delle armi, per cui ideale supremo era morire in battaglia, magari per mano di un valoroso eroe... Conta la vita personale di Saffo, conta l’uomo, ogni uomo, con tutte le sue passioni e debolezze."
 (dal risvolto di copertina del volumetto di Giuseppe Micunco)


Un Salone di Regioni di Libri

Il Lingotto Fiere, in occasione del suo annuale appuntamento con il Salone Internazionale del Libro, non fa diventare la città della Mole la più grande Libreria d'Italia, con la massiccia presenza soprattutto delle sue più grandi e importanti Case Editrici. Lungo i percorsi dei Padiglioni spesso l'occhio vigile e curioso del lettore si posa sui titoli di piccole case editrici, "piccole", è il caso di dire, solo per distribuzione e tiratura di collane.
All'Oval, Il Padiglione Italia per la prima volta ha riunito gli stand delle Regioni, le quali  più che in veste di promozione economico-turistica danno spazio e visibilità ad alcune loro piccole Case di Libri.
La Regione Puglia ospita una di queste , "Il Gelsorosso" il cui titolo ben rivela il fascino e il richiamo di una terra così varai e ricca di luminosi colori.
"Terra i Luce", una delle sue ultime uscite editoriali, è un pregevole e grande volume fotografico dove la Puglia viene "raccontata", più che vista, dall'occhio fotografico di Giovanni Miali, come una "Grande Madre Terra".

 
"Si scrive “Puglia” ma − volendo − si può leggere come una tavolozza di parole, a condizione che sia la luce in persona a dettarle a un occhio desiderante. Dentro lo spazio sottile che s’apre tra il lasciarsi andare a Lei (la madre di tutte le puglie) e il farLa venire a noi, lì può scattare lo speciale ingranaggio della meraviglia, quello che impone allo sguardo di farsi vergine come un’alba neonata o cavo come un ulivo primordiale. È lo stesso ingranaggio che Giovanni Miali conosce bene e che egli attiva un minuto prima di mettere in moto le sue macchine da viaggio − quella fotografica e quella auto-mobile − necessarie per poter tornare sul “luogo del diletto” a riempire un album di punti esclamativi come questo, che non è il primo né (possiamo scommetterci) sarà l’ultimo, avendo egli contratto la sindrome dell’eterno ritorno per aver guardato, con gli occhi negli occhi, la Magna Mater travestita da Puglia."
dall’introduzione di Lino Angiuli

domenica 15 maggio 2011

Libri d'Italia ma l'Italia non legge

A parte gli affollati incontri con gli Autori e Pesonaggi più conosciuti, gli spazi delle Case Editrici, la mostra all'Oval, in occasione del Salone Internazionale del Libro a Torino, "1861-2011.L'Italia dei Libri", è sicuramente una importante riflessione anche visiva su una stora del notro Paese attraverso le pagine stampate. Pagine che hanno poi ispirato altre  opere artistiche, azioni, visioni...
Un percorso volutamente liberamente confuso, dove si intrecciano cinque temi: i 150 Grandi Libri, i 15 Super Libri, i 15 personaggi, gi Editori, i Fenomeni Editoriali.
Granfi suggestive fotografie, schede informative, giudizi letterari, curiosità, l'emozione di poter vedere le prime copie e copertine di un libro, oggetti-simboli e anche la bella occasione di ascoltare attraverso totem installati,
audiopillole letterarie realizzate da Radio 24.  Attraverso infine lo spazio curato dalla Telecom l'avventura proiettata nel futuro del libro digitale e un gioco sul sedicesimo libro, quello "del cuore" che il Comitato preposta alla scelta dei Super 15 ha "dimenticato".
Una unica amarezza: nel 1861 l'Italia aveva il 70% di analfabeti, oggi il suo mercato editoriale è il settimo a livello mondiale,  e con una vivacità e creatività in grado di essere vero fiore all'occhiello dell'Arte e della Cultura, e tuttavia...ancora parafrasando D'Azeglio, Fatta l'Italia bisogna fare ancora gli italiani lettori.
Antonio Miredi


sabato 14 maggio 2011

Semi che volano e vanno lontanto

 
photo by Alcide Sartori


Per presentare il XXIV Salone Internazionale del Libro, Ernesto Ferrero, Direttore  editoriale della Manifestazione,  ha poeticamente evocato i semi del tarassacro, fiore "caro ai giochi dell'infanzia":
         
 "Lo scorso anno avevamo scelto come icona del Salone un albero rovesciato, con le sue belle radici per aria. Abbiamo cominciato un viaggio nella memoria, nei centocinquant'anni di storia unitaria, per capire che cosa  siamo stati e da cosa veniamo. (...)  Attraverso la storia e il romanzo, abbiamo capito le ragioni del nostro stare insieme, dove le diversità e perfino le opposizioni sono una ricchezza: il sale di una democrazia matura.

Al simbolo delle radici disvelate succede  il soffione del tarassacro caro ai nostri giochi infantili; semi dal  bianco piumaggio che volano e vanno lontano. l'ida del volo e della  leggerezza si attaglia bene ai giorni di questa festa di primavera. (...)  Ogni libro è un incontro amoroso, una scommessa sul futuro...." 

dalla presntazione del Salone di Ernesto Ferrero                                                                                                                                                                                                                                                                 

                                                                                                                                      

  




venerdì 13 maggio 2011

Una Mole di Libri per capitale

Si conferma una edizione da record a Torino il Salone  Internazionale del Libro. Una edizione, la ventiquattresima, che festeggia pure i 150 anni dell'Unità d'Italia, facendo tornare Torino capitale dei libri e di una storia nazionale raccontata in un secolo e mezzo di pagine.Il salone per l'occasione  offre un layout completamente nuovo: oltre i tre Padiglioni centrali del Lingotto, il Padiglione 5 quest'anno è riservato all'area professionale con l'International Book Forum.
Vera novità è L'Oval, la struttura di 20.000 metri quadri nata per ospitare le gare di pattinaggio ai Giochi Olimpici Invernali nel 2006, ora aperta come Padiglione Italia con gli stand delle regioni italiane per la prima volta riunite in un unico grande spazio, gli stand delle Istituzioni nazionali, l'area Lingua Madre,  lo spazio dedicato al libro e cioccolato ovvero Tentazione e Meditazione, e l'area dedicata al Paese ospite di questa ultima edizione, La Russia. Ma fiore all'occhiello all'Oval è la originale Mostra 1861-2011.L'Italia dei Libri.
Una esposizione aperta, labirintica, di taglio storico-culturale-didattico ma anche esteticamente stimolante e tutta rivolta anche al futuro del libro.
Il programma con tutte le informazioni, i protagonisti e i servizi nel sito del salone: www.salonelibro.it

martedì 10 maggio 2011

Polpi d'Arte

                                      
                                           "... Mando messaggi d'inchiostro nero, nero
                                                                 nel nero nero
                                             otto braccia per abbracciarti
                                              otto braccia mi mancano
                                             otto braccia per ritrovarti
                                               otto braccia mi mancano
                                             E quando infine  io ti troverò
                                               cento ventose io ti attaccherò
                                              E danzeremo insime
                                                  Questo polpo d'amor..."

Se nell'ultimo Album di Vinicio Capossela, "La Lancia del Pelide" rappresenta la canzone più dichiaratamente d'amore, "Polpo d'amor" è il testo dell'artista più sensualmente tentacolare, più perversamente abissale...Un eros vissuto attraverso la profondità dell'inconscio collettivo, dell'immaginario umano, della universale creatività,  come sospirata attesa e spinosa assenza.

E' l'arte erotica orientale ad offrire al polpo il suo archetipo di "monstrum": nel suo significato originario di prodigio e fascinazione. Qui una stampa del grande artista giapponese Hokusai.


                          Una scultura polpoumana inquietante e metamorfica...






  I tentacoli del polpo ispirano echi marini ed immaginari nella fertile creatività dei tatuaggi.

Un  sublimato nudo fotografico con polpo-femminea-capigliatura.

(Le opere senza  fonte sono tratte dal libero mare della Grande Rete in attesa della citazione d' autore)


                                                                 (by pintulus risorsa YouTube)     

Un polpo sensualissimo e avvolgente come la musica suonata insieme ai Calexico

domenica 8 maggio 2011

Madri nel dolore



Nel giorno in cui si festeggia l'esser madri, la poesia "Supplica a mia madre" del poeta Pier Paolo Pasolini svela quanto una grazia può anche essere gravida di un'angoscia.
Qui in lingua inglese, nella letterale traduzione di un altro poeta, per il rispetto di un sentimento di delicato pudore verso un privato e universale dolore.


                                                            PRAYER TO MY MOTHER

It's hard to say in a son's voice
whart at heart Iso little resemble.

You'r the only one in the word who knows
what my heart always held, before al other love.

For this, I must tell you what is terrible to know:
in your grace was born my anguish

You're irreplaceable: And for this
the life you gave me is condemned to solitude.

And I don't want to be  alone: I've an infinite
hunger for love, for the love of bodies without souls.

Because the soul is inside you, it is you, but you
are my mother and your love's my bondage.

I spent my chidhood a slave to this lofty,
incurable sense of immense commitment.

It was the only way to feel life,
its only color, its only form: now it's over.

We survive, in the confusion
of a life rebord beyond reason.

I beg  you, ah, I beg you: don't desire death!
I'm here, alone, with you, in a future April.

(traduzione di Lawrence Ferlinghetti da Pasolini)



Il piccolo Pier Paolo Pasolini con la madre Susanna Colussi. La belllezza  innocente e crudele delle fotografie di un tempo, quando i figli dovevano subito essere grandi e le madri avevano lontano i loro mariti.




Nel film più poeticamente e politicamente religioso di Pasolini, "Il Vangelo secondo Matteo", Susanna Colussi interpreta lo straziante dolore di Madre  per la morte del Figlio.


                                               ( by lenottidifficili 981 risorsa Youtube)


      " Una voce ora muta / occhi che non penetrano  più /   il mondo / occhi non più feriti  / dalla realtà"  (antonio miredi)

sabato 7 maggio 2011

Madri nella Grazia


Mater dolcissima "La Madonna del Granduca" di Raffaello Sanzio. Forti evocazioni letterarie, artistiche e spirituali affollano il mese di Maggio, votato anche alla Festa delle Mamme.




Nella lunga galleria delle Maternità dell'Arte, l'artista Gustav  Klimt circonda la  Donna-Madre di preziosità e sensuale tenerezza.




La Maternità africana nella sua arcaicità rivela l'archetipo dela divina fertilità. E ritornano alla mente le forti parole di Papa Giovanni Paolo I a pochi giorni dalla sua morte  fulminea: "Dio è papà e ancor di più è Madre."


                                                   (by francescofortunato risorsa Youtube)

  una celestiale MAGNIFICAT interpretata dalla voce umanamente unica di Mina

venerdì 6 maggio 2011

La lancia d'amore nel canto di Vinicio Capossela



La lancia del Pelide
Magico dono
per un verso ferisce, per l'altro guarisce
lei solo lenisce le ferite che infligge.

Così sei tu,
mia bella tu
tu che puoi uccidermi e farmi risorgere
non vale altra cura per le ferite che procuri tu...

La lancia del Pelide infuria in battaglia
infiniti lutti adduce al suo tocco
ma è unica a avere
il magico dono
di restituir la vita a chi l'ha tolta...

Guariscimi ora
tu sola hai la cura
non vale  che cerchi altrove consiglio e premura...

Il tuo amore è una lancia appuntita
che può toglier la vita
guariscimi amore,
del male d'amore,
guariscimi ora tu sola hai la cura.

Ahhh...

Tornerò a vita per te
tornerà vita per noi...
Guariscimi amore
dal male d'amore
guariscimi ora
tu che ne hai la cura.

(dall'Album di Vinicio Capossela "Marinai, Profeti e Balene")


  photo by Chicco De Luigi

un canto d'amore quasi un lamento su questo binario morto di una probabile Stazione in disuso come tante,  scandalosamente troppe, in Italia...

L'amore ai tempi di Achille e di Vinicio


L’ultimo Album dell’artista Vinicio Capossela ha il mare come teatro di vita ma trova ispirazione negli abissi della letteratura, dove le citazioni sono dentro altre citazioni, come nell’abisso del Mito.
La canzone più dichiaratamente d’amore dell’Album è “La lancia del Pelide”, un canto lento intervallato da un lamento nostalgico di rituale matrice greca. Il Pelide è un rimando patronimico dell’omerico  Achille, figlio di Peleo. L’amore è una ferita, una malattia la cui guarigione è tutta nel segreto di una lancia. In pieno trionfo di una mitologia classica e romantica, Eros si abbraccia a Thanatos.





La lancia del Pelide
Magico dono
Per un verso ferisce, per l'altro guarisce
Lei sola lenisce le ferite che infligge.

Così sei tu,
Mia bella tu
Tu che puoi uccidermi e farmi risorgere
Non vale altra cura per le ferite che procuri tu..

La lancia del Pelide infuria in battaglia
Infiniti lutti adduce al suo tocco
Ma è unica a avere
Il magico dono
Di restituir la vita a chi l'ha tolta

Così sei tu,
Mia bella tu
Tu che puoi uccidermi o farmi risorgere
Come quella fenice è la ferita che procuri tu

Guariscimi ora
Tu sola hai la cura
Non vale che cerchi altrove consiglio e premura

Guariscimi ora
Tu che ne hai la cura
Il tuo amore è una lancia appuntita
Che può toglier la vita
Guariscimi amore,
Del male d'amore
Guariscimi ora,
Tu sola hai la cura

Ahhhh....

Tornerò a vita per te
Tornerà vita per noi..
Guariscimi amore
Dal male d'amore
Guariscimi ora
Tu che ne hai la cura

(dall'Abum Marinai, Profeti e Balene)