mercoledì 19 agosto 2026

OSSERVATORIO DI LUSERNA: Sotto il cielo dell’eclisse di sole 12 agosto 2026

Nel mondo, come sempre accade davanti a un grande fenomeno astronomico, l’eclissi ha suscitato un particolare interesse soprattutto nelle aree maggiormente favorite dalla sua visibilità, dalla Spagna all’Islanda. Anche l’Italia ha potuto assistere al fenomeno, seppure in forma parziale, e tra i luoghi da cui osservarlo c’era il Piemonte anche con Luserna San Giovanni, nelle Valli Valdesi, dove l’evento astronomico è diventato l’occasione per una serata dedicata non soltanto all’osservazione del cielo, ma anche alla parola, alla poesia e alla meraviglia.
Sotto il cielo dell’eclissi del sole-----di Antonio Miredi---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Diversi i momenti che hanno accompagnato la serata dell'evento. Tra questi, quello del gruppo LaAV – Lettura ad Alta Voce, partendo da Esiodo fino al Piccolo Principe, ha condotto il pubblico in un viaggio immaginario attraverso le costellazioni. Una coralità di voci che, nel buio ormai crescente, sembrava dilatare lo spazio della narrazione fino a confondersi con quello immenso del cielo. Poi, però, è arrivato il momento in cui le parole hanno lasciato il posto allo stupore. Nel buio assoluto della notte, la volta celeste si è aperta sopra di noi come una grande mappa. Un puntatore luminoso come una navicella spaziale condotta da Sergio Lera, Presidente dell'Osservatorio, ne tracciava lentamente le figure, indicava le stelle, ne pronunciava i nomi e restituiva all’occhio umano quella geografia celeste che da millenni accompagna la nostra immaginazione. E il Presidente diventava il Messaggero delle stelle. Arturo, luminosissima. La rossa Antares. Il Grande Carro. E poi le altre stelle, le costellazioni, gli astri lontani, fino a quei corpi che, improvvisamente, sembravano attraversare il cielo lasciando una scia: le perseidi, sciame meteorico come luminose brevi apparizioni capaci ancora oggi di sorprendere. Ma perché tutto questo continua a suscitare tanto interesse? È una domanda che, mentre guardavo quel cielo, mi sono posto. Perché l’uomo continua a sentirsi attratto da ciò che accade lassù, sopra di lui, nonostante oggi la scienza abbia saputo spiegare fenomeni che un tempo dovevano apparire incomprensibili e terribili? Oggi possiamo calcolare, prevedere, stabilire con precisione tempi e luoghi di un’eclissi. Possiamo conoscere la natura delle stelle, seguire il movimento dei pianeti, misurare distanze che un tempo appartenevano soltanto al territorio dell’immaginazione. Eppure qualcosa rimane. Forse proprio quel sentimento che doveva accompagnare gli uomini primitivi davanti a un cielo improvvisamente oscurato, davanti a una luce che scompariva, a una stella cadente, a una cometa, a un fenomeno capace di sconvolgere l’ordine apparente delle cose.
Sgomento. Angoscia. Meraviglia. Noi abbiamo sostituito il mito con la conoscenza capace di spiegare tutto e l’oscurità dell’ignoto con la precisione dei calcoli. È una conquista immensa, naturalmente. Ma viene da chiedersi se, insieme a ciò che abbiamo finalmente compreso, non rischiamo qualche volta di perdere anche qualcosa di più difficile da definire: il senso del mistero. E forse è proprio quel mistero, ciò che ancora non comprendiamo o che, pur comprendendo, continuiamo a contemplare con stupore, a ricordarci di essere uomini. Quella sera, a Luserna San Giovanni, prima ancora che l’eclissi diventasse un fenomeno da osservare, il cielo era tornato a essere una domanda. E sotto quella domanda, per qualche ora, le parole, la scienza e lo stupore hanno finito per incontrarsi. (Antonio Miredi)
Perché continuiamo a guardare il cielo, se ormai sappiamo spiegare ciò che accade?--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- CONVERSAZIONE CON SERGIO LERA PRESIDENTE DELL'OSSERVATORIO DI LUSERNA SAN GIOVANNI E DELL'ASSOCIAZIONE URANIA--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- DOMANDA: Vorrei partire da un ricordo personale. Lei era ancora ragazzo quando, nel febbraio del 1961, l'Italia fu attraversata da un'eclissi totale di Sole. Che cosa vide quel ragazzo di allora e che cosa è rimasto dentro di lui di quell'esperienza, tanto da trasformarsi, negli anni, in una passione per l'astronomia? RISPOSTA: -Emozione, una serie di emozioni! Queste sono le migliori definizioni di ciò che provai di fronte ad un fenomeno così particolare e con essa gli eventi contestuali vissuti nello stesso periodo: la descrizione del maestro, il buio, il freddo, questo ultimo naturale, era di febbraio intorno alle 8 del mattino, il passaggio tra compagni di classe di oggetti oscurati e oscuranti, i commenti tra noi e poi … il ritorno della “Luce”! D: Quando e come è nata l'dea di creare l'Osservatorio Astronomico di Luserna San Giovanni? Quali persone e quali circostanze hanno contribuito a trasformare una passione personale in una realtà aperta alla comunità? R: -Non sono tra i padri fondatori, l’associazione fu fondata nel 1989 e io ne entrai a far parte circa dieci anno dopo casualmente e in circostanze fortuite, ma ne rimasi affascinato, dalle competenze e dallo stile propositivo delle persone, tra queste, il Presidente il Dottor Giovanni Peyrot, i Professori Briatore e Galeotti e molti altri senza scordare il decano dell’astronomia piemontese Beppe Ellena oggi novantasettenne. Iniziai a seguirne le attività mensili (incontri culturali), sino al 2006, già sotto la presidenza di Romano Vivaldi, e quando potei dedicarmi maggiormente per disponibilità di tempo, alle attività sul territorio mi rivolsi quasi per vocazione, alla parte divulgativa. D: L'Osservatorio è oggi anche un luogo di incontro. Quanto è importante, secondo lei, avvicinare le persone all'astronomia non soltanto attraverso gli strumenti scientifici, ma attraverso l'esperienza diretta del cielo? R:- Direi fondamentale, dato che la nostra definizione di astrofili vuol appunto dire “Amici/Amanti delle Stelle”. Le nostre azioni sono rivolte proprio alla condivisione di emozioni, dove, l’aspetto scientifico, è a supporto dell’umanità nella sua più profonda espressione. D: Oggi un'eclissi, una superluna, una pioggia di meteore diventano facilmente eventi mediatici, quasi oggetti di consumo: se ne parla, si fotografano, si condividono e poi si passa ad altro. Come si può andare oltre lo spettacolo e trasformare invece la meraviglia di un fenomeno astronomico in una curiosità più profonda, in un desiderio di conoscenza? R: - Il segreto sta nel parlare al cuore delle persone e non solo alla mente: la percezione sensoriale (visiva, uditiva, eccetera), transita in forma diretta verso il cuore e l’emozione che ne deriva viene memorizzata nella memoria più profonda nel nostro intelletto, scatenando, a tempo debito, curiosità e nuove emozioni. D: Un tempo un'eclissi poteva suscitare negli uomini terrore e sgomento perché apparteneva al territorio dell'ignoto. Oggi sappiamo prevederne con estrema precisione tempi, luoghi e modalità. Secondo lei, la scienza ha cancellato quel senso del mistero oppure può insegnarci ha a guardarlo con occhi diversi? R:- No, non ha cancellato ne cancellerà nulla, perché ad ogni risposta si aprono e si apriranno altre mille domande! Questo è meraviglioso e, l’essere umano, dovrebbe rendersi conto d’essere una autentica meraviglia! Ma … sigh sigh D: Dopo tanti anni trascorsi a osservare il cielo, che cosa continua ancora oggi a sorprenderla? C'è qualcosa che l'astronomia non ha smesso di insegnarle sul nostro essere uomini e sul nostro posto nell'universo? R: - Assolutamente Sì! La bellezza della scienza e che si rinnova e si aggiorna continuamente; ciò che sino a ieri poteva esser considerato vero e certo, oggi potrebbe non più esserlo e, questo fatto, affascinerà sempre i curiosi sognatori che rivolgono lo sguardo al cielo … e non solo! L’umanità deve rendersi conto che siamo ospiti di una meraviglia; “Ospiti”, non “Padroni”! D: Il 28 agosto 2026 ci sarà una eclisse di luna. Avete pensato anche per questa occasione di preparare un evento? R: - Sarà un eclissi, non totale, che però avverrà intorno alle cinque del mattino, lo abbiamo già fatto, ma le persone in questi periodi vivono anche momenti di vacanza – potrà essere un fatto circoscritto a pochi, ma … siamo, anche noi astrofili, esseri umani!
(In foto Il Presidente Sergio Lera) --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Il 12 agosto a Luserna San Giovanni c'era «Quadrifoglio astronomico»: eclissi proiettata dalla Spagna, osservazione del cielo, Perseidi e letture sui miti delle costellazioni. E in Piemonte l'eclissi era particolarmente spettacolare: oltre il 90% di oscuramento, ma con il Sole ormai vicinissimo all'orizzonte.
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