lunedì 1 giugno 2026
80 VIVA LA REPUBBLICA ITALIANA Una Memoria e un Futuro da difendere
Immagine ideata da © Antonio Miredi Arte-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Ottant'anni dopo il referendum del 2 giugno 1946, la parola viva non è soltanto un'esclamazione di festa. È l'affermazione di una vitalità che continua. La Repubblica vive nella Costituzione, nella partecipazione democratica, nella memoria della Liberazione dal fascismo e nella responsabilità di costruire il futuro.
Il cielo azzurro che circonda la bandiera vuole evocare proprio questo: uno spazio aperto alla speranza, alla libertà e all'impegno delle nuove generazioni.
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1946-2026: Ottant'anni di Repubblica-------------------------
Il 2 giugno 1946 l'Italia usciva dalle macerie della guerra, della dittatura e della tragedia civile. Non era un Paese vittorioso ma un Paese ferito, povero, diviso, ma ancora capace di guardare avanti.
Quel giorno milioni di cittadini furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne e non si trattò soltanto di una consultazione istituzionale, fu un atto di fiducia nel futuro.
Da quella scelta nacque la Repubblica italiana. Ottant'anni dopo, la Repubblica non è soltanto un ordinamento giuridico. È una memoria non ancora condivisa, ma resiste il tentativo, mai concluso e mai perfetto, di trasformare individui diversi in cittadini uguali nei diritti e nella dignità.
Celebrare la Repubblica non significa ignorarne i limiti. Significa riconoscere il valore di una convivenza democratica nata dalla Liberazione dal fascismo, costruita nel tempo, spesso con fatica,conflitti e continui tentativi di violento e autoritario rovesciamento.
In un'epoca segnata da disordine globale, disinformazione e sfiducia, gli ottant'anni della Repubblica ricordano che la Democrazia non è un'eredità garantita per sempre. È una pratica quotidiana, una responsabilità collettiva.
Il 2 giugno 1946 appartiene ormai alla Storia.
La Repubblica, invece, appartiene ancora al futuro. ( a.m.)
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