venerdì 19 giugno 2026
PIERO GOBETTI ANCORA UN ESULE IN PATRIA
Cento anni dalla morte del giovane intransigente intellettuale antifascista. Le Celebrazioni continueranno in tutta Italia per tre anni, mettendo a fuoco i molteplici aspetti della sua sorprendente poliedrica figura, così profetica per il nostro tempo restando ancora inattuale.
Logo del Comitato Piero Gobetti -Centro Studi Piero Gobetti (https://www.centrogobetti.it/)
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TRA LA MOLE E LA TORRE EIFFEL LA LUMINOSA PARABOLA DI UNA PRESENZA CHE NON CI SIAMO MERITATI di Antonio Miredi--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- In soli 25 anni di vita, Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901 – Parigi, 16 febbraio 1926) ha saputo imporsi come figura cardine del '900 italiano. Intellettuale torinese animato da un'inesauribile energia, contemporaneamente giornalista intransigente, editore coraggioso, critico teatrale e letterario, e teorico di un liberalismo rivoluzionario e antifascista. La sua folgorante parabola si articola in una serie di realizzazioni tanto diverse quanto connesse, concentrate in una manciata di anni prima della prematura scomparsa, esule e fisicamente provato dalla violenza politica e squadristica del Fascismo- Un italiano, con spirito europeo proiettato nel futuro, che non ci siamo meritati e non ci meritiamo ancora. Gobetti resta la testimonianza di un azione politica che non si lascia trascinare dalla corrente dominante per concepire una idea di libertà come un esercizio difficile, una conquista quotidiana, non come una formula retorica. «La libertà è lotta perpetua.» Non è uno slogan bellico. Significa che la libertà non è uno stato acquisito una volta per tutte, ma un continuo lavoro critico su se stessi e sulla società. In questo senso è una concezione anche etica, persino ascetica. Non si limitò a opporsi a un regime nascente; cercò di opporsi a una mentalità fatta di servilismo, paternalismo e rinuncia alla responsabilità personale. Per questo la sua lezione supera il contesto storico in cui nacque. Non ci appare come un uomo accomodato nel proprio tempo, ma come una coscienza che continua a chiederci una domanda scomoda: che cosa siete disposti a rischiare per rimanere fedeli alla vostra libertà di pensiero? A tutto questo si è continuamente spiazzati, nel tentativo di cercare e trovare categorie politiche, sociali e culturali capaci di saperlo individuare nella sua complessità e interezza.
Sarà anche per questo che non sia ancora uscita una sua biografia con ampio respiro? Esistono ottimi profili biografici e numerosi studi specialistici su Piero Gobetti che ne hanno illuminato aspetti politici, filosofici e culturali. Tuttavia, non sembra essersi affermata una grande biografia definitiva, paragonabile – per ampiezza narrativa e profondità psicologica – a quelle che esistono per Nietzsche, Gramsci, Croce o altri grandi protagonisti del Novecento. La stessa storiografia tende a studiare Gobetti "per temi": il liberalismo, l'antifascismo, l'editoria, il rapporto con Gramsci, con Croce, con Salvemini, con Ada Prospero, piuttosto che restituirne una figura unitaria. Tutto questo può mantenere sempre viva una ricerca attenta e vigile che con passione le nuova generazioni devono raccogliere (Antonio Miredi)
Studio inedito del Maestro Lorenzo Maria Bottari per © AM_ART

