mercoledì 27 maggio 2026

SCAFFALE: Il mondo dei Libri

Recensioni, riflessioni, testi e incontri letterari.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- I libri non sono oggetti. Sono vite silenziose che attendono di essere ascoltate. Per questo i libri sono un tesoro da custodire. In questo spazio recensioni, testi, riflessioni e incontri letterari. Fari di luce nel buio feroce che viviamo ............................- (Antonio Miredi) ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------.................................................................................................................. Cristina Taverna, Hugo Pratt. Ediz. illustrata Nuages, 2008
C’è un elemento che attraversa il libro dedicato a Hugo Pratt quasi senza imporsi, eppure restando sempre presente: l’acqua. Acqua come mare, lago, pioggia interiore della memoria. Acqua come navigazione e deriva, come racconto che non procede per dimostrazioni ma per correnti lievi, ritorni, affioramenti improvvisi. Nel libro di Cristina Taverna — anima della Galleria Nuages, spazio quasi minuscolo solo nelle dimensioni fisiche ma vasto quanto certi orizzonti immaginari — tutto sembra nascere da questa fluidità naturale. Anche il nome della galleria custodisce già un destino: le nuvole non sono forse acqua evaporata, pronta a ritornare terra, pioggia, mare? La scrittura della Taverna possiede proprio questa qualità: non costruisce monumenti celebrativi attorno a Pratt, ma lascia scorrere ricordi, incontri, dialoghi, episodi minimi e improvvise profondità con una spontaneità confidenziale che ricorda una traversata condivisa. Il lettore avanza come sul ponte di una nave silenziosa, ascoltando voci che emergono dalla memoria senza artificio. E allora, quasi all’orizzonte, affiora il racconto dello zio naufrago, prigioniero in Africa degli inglesi dopo un vano tentativo di fuga. Una vicenda reale che sembra già appartenere all’universo narrativo di Corto Maltese, dove il confine tra biografia, leggenda e letteratura diventa continuamente mobile. Ed ecco l’altra Africa: quella di Arthur Rimbaud, delle sue lettere africane, della fuga incessante del poeta veggente. Ed ecco ancora il naufragio de Una ballata del mare salato, dove il mare non è soltanto scenario ma vocazione- Proprio Rimbaud diventa nel libro il punto di un legame più profondo tra Pratt e la Letteratura. Le lettere africane del poeta, pubblicate dalla Casa Editrice Nuages della Taverna sono accompagnate dgli splendidi acquerelli realizzati da Pratt ed esposti alla galleria nei primi anni Novanta. Acquerelli attraversati da una luce sospesa, quasi onirica, dove immagini e colori sembrano riemergere dallo stesso luogo dei sogni e dei ricordi. Nulla vi appare veramente fermo: tutto vibra in uno stato di lieve lontananza. Ed è molto bello e raro, in questo libro di Taverna dedicato a Hugo Pratt il fatto che il ricordo non venga mai irrigidito , ma resti mobile, vivo, quasi parlato. Le pagine scorrono come una conversazione attraversata da umori, lampi, pause improvvise, dettagli minimi che diventano rivelatori di un carattere e di una presenza umana. Così il libro nelle sue non numerose pagine quasi a mantenere un andamento aereo e leggero, si apre in certi momenti alla sonorità del veneziano, lingua lieve e ondosa, dolce come una gondola che attraversi lentamente le calli della Venezia in cui Pratt è vissuto. Non è soltanto un colore locale: è una musica interiore che accompagna il racconto e ne custodisce la memoria più autentica. In quella parlata sembra sopravvivere qualcosa dell’ironia, della malinconia e della leggerezza stessa di Pratt. Ma la lingua di Pratt non si limita al dialetto. Si arricchisce continuamente di deviazioni personali, invenzioni improvvise, parole piegate al proprio immaginario fino a diventare veri e propri neologismi. Ed è significativo il caso del termine “disincontro”, usato dall’artista per spiegare il motivo per cui un progetto o un incontro non riesca a realizzarsi. Una parola curiosa e illuminante: non semplicemente un incontro mancato, ma qualcosa che, pur avvenendo, non riesce davvero a compiersi sul piano umano e spirituale Ed è proprio per contrasto che il libro acquista ancora più forza. Perché ciò che emerge tra Pratt e la Gallerista non è mai un “disincontro”, ma al contrario una consonanza profonda, fatta di ascolto reciproco, simpatia intellettuale, complicità sottile. La collana Incontri trova qui uno dei suoi esempi più luminosi: testimonianza viva non solo di un artista straordinario, ma della qualità umana delle relazioni che seppe lasciare dietro di sé. Eppure ancora vive. Cristina Taverna nel suo libro ipotizza che il termine possa derivare da una reminiscenza della lingua spagnola. e in effetti desencuoentro, una parola spagnola che indica un incontro mancato sul piano umano ed emotivo. Un’ipotesi suggestiva e credibile nel caso di Pratt, viaggiatore di lingue oltre che di geografie. Sulle pagine del libro di Cristina Taverna soffia una nostalgia discreta, mai enfatica. Una malinconia trattenuta che convive però con momenti più leggeri, improvvisamente ariosi come aquiloni. Anche qui ritorna l’elemento acquatico: il cielo e il mare sembrano travasarsi l’uno nell’altro, come se non esistesse una vera separazione tra le cose amate, perdute e ricordate. Perché ciò che la scrittura salva continua a ritornare. Ed è ancora l’acqua a custodire il finale del libro: quella di un lago intravista dal finestrino di un treno. Un’immagine semplice, quasi minima, ma capace di portare con sé il sapore malinconico dell’addio. Non un addio definitivo perché ciò che la scrittura salva continua a ritornare. Nei libri, nei ricordi, negli sguardi dei futuri lettori. Forse è proprio questa la forza segreta della Letteratura e dell’Arte: trattenere ciò che passa, lasciarlo vivere ancora come acqua che continua a scorrere. Antonio Miredi
.......................................................................................................................In foto Crisina Taverna e Hugo Pratt