mercoledì 5 agosto 2026

MONDI SU CARTA : Viaggi visivi tra le righe e le nuvole

Mondi che nascono dalle parole e altri che prendono forma nel segno di una matita. Talvolta si incontrano, si inseguono, si completano. È in questo spazio, tra le righe della scrittura e le nuvole del fumetto, che questa rubrica invita a un nuovo vaggio immaginario Illustrazioni, vignette, fumetti, graphic novel, romanzi illustrati e altri linguaggi del racconto per immagini saranno occasioni per esplorare opere, autori, stili e storie, seguendo i sentieri che uniscono la letteratura all'arte visiva.
Immagine del Logo (©AMART) -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- MARIO FAUSTINELLI---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------20 anni fa ci lasciava l'oggi dimenticato Mario Faustinelli. Eppure forse Corto gli deve qualcosa----------------------------------- -----------------------------------di ANTONIO MIREDI--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Anniversari che fanno rumore, altri che passano nel silenzio. Il ventesimo anniversario della scomparsa di Mario Faustinelli appartiene a questi ultimi. Nessuna mostra. Nessun convegno. Nessun seminario. Nessun articolo capace di riportare alla luce una figura che, eppure, ha attraversato con intelligenza e discrezione alcune delle stagioni più fertili della cultura popolare italiana del Novecento. E forse proprio questo silenzio merita di essere ascoltato. Non perché Mario Faustinelli sia stato un gigante dimenticato da contrapporre ad altri. Né perché occorra riscrivere la storia attribuendogli meriti che non gli appartengono. La storia non ha bisogno di nuovi miti, ma di proporzioni più giuste. Quando si racconta la nascita artistica di Hugo Pratt, è facile cadere nella tentazione della mitografia a buon consumo. Si immagina un giovane già consapevole del proprio destino, quasi che Corto Maltese fosse già scritto nel cielo della sua giovinezza. La realtà è più modesta e affascinante al contempo. Negli anni del Gruppo di Venezia, Pratt è un ragazzo straordinariamente dotato, ma ancora aperto a mille possibilità. Il fumetto non è ancora il suo destino inevitabile. È una delle strade possibili. È un giovane inquieto, attratto dal viaggio, dall'avventura, dalla vita prima ancora che dal racconto della vita. In quel laboratorio creativo compare Mario Faustinelli. È con il cugino Alberto Ongaro ideatore principale di Asso di Picche, anima organizzativa del gruppo, promotore di incontri, costruttore di occasioni. Sarà lui a coinvolgere il talentuoso e poco più giovane Ugo Pratt ( il nome Hugo Pratt arriverà dopo) e a preparare il terreno che porterà all'incontro con l'Editorial Abril in Argentina, un passaggio decisivo per la maturazione artistica di Pratt. È una differenza sottile ma essenziale. Corto Maltese non nasce da Mario Faustinelli. Ma senza Mario Faustinelli forse non sarebbe nato l'Hugo Pratt capace, molti anni dopo, di creare Corto Maltese. Questa non è una diminuzione del genio di Pratt. Al contrario, significa riconoscere che anche i grandi artisti nascono dentro relazioni, amicizie, laboratori, occasioni condivise. Faustinelli possedeva un talento particolare. Non cercava il centro della scena. Lo dimostrano i molti pseudonimi con cui firmò i suoi lavori. Lo dimostra una carriera disseminata fra fumetto, libri per ragazzi, divulgazione artistica, poesia visiva, televisione e collaborazioni collettive, fino all'esperienza di Topo Gigio. Più che costruire un monumento a sé stesso, sembrava interessato a costruire luoghi nei quali le idee potessero nascere. Era anche disegnatore. Era scrittore. Era autore di calligrammi. Era un intellettuale curioso, incapace di rinchiudersi in un solo linguaggio. Forse proprio questa ricchezza lo ha reso, col tempo, meno riconoscibile. La memoria pubblica ama i simboli assoluti. Ama identificare un autore con un personaggio, un volto, un'opera. Pratt ha Corto Maltese. Faustinelli ha lasciato soprattutto una costellazione di tracce. Eppure quelle tracce raccontano una figura rara: quella di un uomo che preferiva il laboratorio al palcoscenico, la costruzione del progetto alla costruzione del proprio mito. Oggi, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa, il suo nome sembra essersi dissolto nel silenzio. Forse è inevitabile. Ma ogni tanto la memoria ha bisogno di compiere un gesto semplice: tornare indietro, illuminare una figura rimasta ai margini e riconoscere che alcune rotte della cultura italiana non sarebbero state le stesse senza chi ebbe il coraggio di tracciarle per primo. (Antonio Miredi)
(©) Da una idea di Antonio Miredi disegno originale dell'artista Lorenzo Maria Bottari per AMART