mercoledì 1 luglio 2020

NOVITA' EDITORIALI


LA SFIDA DELL'ULISSE DI JOYCE

A sessant'anni di distanza dalla prima mondadoriana autorizzata, esce la nuova  traduzione di Mario Biondi, di un libro che ha scardinato il romanzo ottocentesco divenendo un classico

                                                                    Foto © Antonio Miredi


Sono abbastanza snob da confessarlo subito. L’Ulisse di James Joyce è uno di quei libri il cui viaggio non è stato mai intrapreso, pur essendo presente nel mare della mia personale biblioteca fin dai tempi liceali.

Snob si, ma non stupido, al punto di pensare, sempre per snobismo, che se ne possa fare a meno. Considero l’Ulisse, insieme alla Recherche di Proust e l'Uomo senza qualità  di Musil, il primo libro di quella triade esemplare di inizio Novecento, capace di scardinare in maniera radicale il romanzo unitario e concluso ottocentesco.
Mi sono ritrovato spesso a chiedermi cosa finora mi abbia impedito l’avvio di una lettura, seppure condivisa con altre letture, come mia abitudine.
Il numero esorbitante delle pagine, lo spinto sperimentalismo linguistico che guardo sempre con curiosità ma anche con riserva, dato il mio debole per la bella prosa che circonda la parola di rispetto e ricerca di senso, o invece proprio il suo essere caposaldo letterario che mette una certa soggezione?
Un titolo sempre presente nelle conversazioni letterarie, ma poi quanto veramente letto, almeno fino alla fine? Pochi lo ammetteranno ma l'Ulisse di Joyce è super citato e pochissimo letto.
Paradossi della Letteratura. Paradosso di paradossi, il mio però è speciale.
Potrà sembrare strano, e di fatto lo è, ma fin da ragazzo nei confronti del desiderio ho sempre avuto una resistenza al soddisfacimento immediato.
Il senso di una attesa, di un rinvio, di un timore a farlo morire nel momento in cui viene soddisfatto, ha investito anche il mio amore per i libri.
I libri desiderati non si possono consumare senza un giusto investimento di tempo e di attenzione!
Ci voleva finalmente la nuovissima traduzione di Mario Biondi, navigato traduttore, a sessant'anni di distanza da quella canonizzata mondadoriana di Giulio De Angelis, con un apparato di note che ne agevola la lettura, per rompere ogni indugio e ridarmi il coraggio e la passione di una sfida.
Questa novità editoriale, uscita nel mese cult di tutti i joyciani inguaribili, giugno, e per i tipi della Nave di Teseo, oggi è anche mia.
Il formato mi piace, così la veste della sovraccoperta, semplice e pulita su pagina bianca, con autore e titolo in verde e rosso, pronto a far scoprire l’altra copertina che ricalca quella della primissima edizione azzurromare.
Trofeo di tutti i bibliofili, lo avrà posseduto Umberto Eco?
Sono un curioso dei libri e sono sempre attento ai nessi, ai richiami, alle belle, forse non casuali coincidenze.
Il fatto che Ulisse sia stato stampato dalla Nave di Teseo, e in una collana di nome Oceano,  appare un buon viatico nella  navigazione.
Antonio Miredi

James Joyce, Ulisse
Traduzione e note di Mario Biondi
Prima Edizione La Nave di Teseo, giugno 2020
25,00 €




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