sabato 31 dicembre 2011

Bellezza della musica fiducia nella vita per lasciare l'anno dello spread


Uno spettro si aggira per l'Europa. Lo spettro dello spread...Una parola che la maggior parte degli italiani l'anno scorso non conosceva e che,  in questi ultimi mesi di 2011, ha rappresentato un tormentone di angoscia  e che in Italia ha contribuito a scalzare una maggioranza di Governo nata solidissima.
Nella  notte di fine anno si ha la cattiva  abitudibe di buttare dalla finestra tutte le cose vecchie o brutte...Facciamolo metaforicamente: buttiamo dalla finestra lo "spread" e quello che rappresenta in termini di potere ed egoismo finanziario, da una parte, e più povertà e indebitamento per la maggior parte delle persone che di sicuro non l'hanno prodotto. La favola che ci hanno raccontato nel dirci che paghiamo per aver vissuto al disopra dei nostri mezzi è una favola perchè semmai a vivere così  è stata una minoranza e l'avidità di ogni casta arricchitasi  sulla pelle del Paese. Indigniamoci pure ma questa notte brindiamo all'Anno Nuovo insieme alla bellezza della Musica e alla fiducia nella Vita.
Buon Anno.... in tutte le lingue del mondo (AM_ART)


       L'arte  sacra sublime di Bach in questa  parte di Oratorio ( risorsa YouTube)



                                    Anora Bach con la sua GLORIA  (risorsa YouTube)



                              Michael Bublè, Cold December Night


 L'Album di Bublè, "Christmas" ha scalzato Tiziano Ferro in questa ultima settimana di 2011 piazzondosi al primo posto di vendita. Ed è la prima volta, secondo il settimanale Sorrisi e Canzoni che succede a un cantante straniero con un Album con canzoni natalizie. In Italia ci è  riuscito solo Bocelli.
L'unico inedito e brano natalizio più "profano" è questo delizioso motivo che inneggia al bisogno d'amore che si fa più urgente soprattutto in un  freddo dicembre di fine anno....

"Le calze sono appese con cura
Mentre i bambini dormono con un occhio aperto
Bene, ora c’è molto di più rispetto a giocattoli e doni
Perche sono vecchio ora, ma non ho finito di sperare
Lo scintillio delle luci
Mentre i canti di Natale riempiono la casa
Il vecchio san Nicolò ha preso il volo
Con il cuore a bordo quindi per favore fate attenzione
Ogni anno chiedo molte cose diverse
Ma ora il mio cuore sa cosa vuole che tu porti
Quindi, per favore innamorati di me questo Natale
Non c’è nient’altro di cui avrò bisogno questo Natale
Non scarterò sotto l’albero
Voglio qualcosa che duri per sempre
Quindi baciami in questa fredda notte di dicembre
Un albero che profuma di pino
Una casa piena di gioia e risate
Il vischio dice mettetevi in fila
La solitudine è quello che ho catturato
Oh, ma questa sera può essere una notte santa
Mettiamoci davanti al camino
E spegniamo queste luci di Natale
Quindi, per favore innamorati di me questo Natale
Non c’è nient’altro di cui avrò bisogno questo Natale
Non scarterò sotto l’albero
Voglio qualcosa che duri per sempre
Quindi baciami in questa fredda notte di dicembre
La chiamano la stagione del dare
Sono qui, sono tuo per ricevere
La chiamano la stagione del dare
Sono qui, sono tuo
Innamorati di me questo Natale
Non c’è nient’altro di cui avrò bisogno questo Natale
Non scarterò sotto l’albero
Voglio qualcosa che duri per sempre
Perchè non voglio essere da solo stanotte
Ti indosserò come un maglione di Natale
Cammina orgogliosa verso il vischio stanotte
Voglio qualcosa per sempre
Quindi baciami in questa fredda notte di dicembre
La chiamano la stagione del dare
Sono qui, sono tuo per ricevere
La chiamano la stagione del dare/Sono qui sono tuo"








venerdì 30 dicembre 2011

Ritrovare il significato "ingenuo" del Natale in Occidente

     La voce di  Enzo Iacchetti per sostenere l’AMREF nella costruzione di una diga in Kenya


Il giorno in cui  Benedetto XVI  nella sua natalizia omelia lamentava come in Occidente il Natale sia ormai vissuto soprattutto come la "Festa dei Negozi", in una tranquilla cittadina americana  del Texas si consumava quella assurda strage, definita dalla cronaca "La strage di Natale". Un mistero fitto riguardo l'eliminazione fisica di sette persone, attorno a un Albero di Natale, mentre scartavano i tradizionali regali natalizi. 
Un mistero ora meglio chiarito dalla polizia federale che ha parlato di un Killer appartenente alla stessa familgia, anche se come ex marito e  che ha sterminto il gruppo di persone, prima di togliersi la vita, travestito proprio da Babbo Natale. Se si vuole travare allora un "senso" anche all'assurdo più assurdo, partendo proprio dalle parole del Papa, occorre ritrovare  il senso "ingenuo" del Natale, quando l'ingenuità significa vera solidarieta, bontà di cuore, amore aperto al mondo e non solo chiuso nel cerchio esclusivo della coppia o di una famiglia. Per quanto infatti il delitto collettivo consumato nel giorno natalizio sia opera di una mente malata, il teatro e la scena con cui si è consumato sembrano una parabola, una "cattiva storia di un Natale" del Nuovo Millennio.
"Per non essere buoni solo a Natale", canta Iachetti nella sua canzone "Buon Natale, dell'Album "Acqua di Natale" realizzato con lo scopo benefico a favore dell'acqua nel Kenia. 
L'acqua come vero dono dell'intera Umanità da condividere  sempre. Ecco uno dei possibili veri  significati da dare al Natale da vivere ogni giorno, perchè riconoscere il valore e la preziosità universale dell'acqua non è affatto una virtù "ingenua". (Antonio Miredi)

             Il video ufficiale di Buon Natale con le voci più note del bel canto italiano

 
"Buon Natale a te che vieni dal NORD
Porta in dono la serenità
Cogli al volo l’opportunità
Di sentire qualcosa dentro te.
Buon Natale a te che vieni dal MARE
Apri il cuore a chi non ce l’ha
Anche a chi, per colpa del male,
Non la smette di fare la guerra che fa.
Buon Natale, Buon Natale.
Buon Natale a te che vieni dal SUD
Porta il sole a chi non ce l’ha
Il profumo e il colore del mare
Che ci ispira la felicità.
Buon Natale a te che vieni dal FREDDO
Porta un po’ d’aria nella mia città
Il coraggio di un bell’ideale
Per non essere buoni solo a Natale.
A chi vive senza condizioni, a chi sente la libertà
A chi stringe le tue mani e che sempre stringerà
Buon Natale a chi non mente perché gli occhi belli avrà
Buon Natale, Buon Natale.
Buon Natale a te che vivi LONTANO
E parlarti fatica un po’ si fa
Prova allora a spedirci un pensiero
E un sorriso sicuro arriverà!
A chi aspetta alle stazioni, a chi il biglietto non ce l’ha
A chi viaggia dentro ai sogni e dove arriva non si sa
Buon Natale a tanta gente perché si sopporterà
Buon Natale, Buon Natale, Buon Natale, Buon Natale."





giovedì 29 dicembre 2011

Lana Del Rey: voce rivelazione 2011

                                                     La cantante Lana Del Rey

Il suo vero nome è Elizabeth Grant , è nata a New York City nel 1986, e attualmente vive  a Londra.
Ha cominciato a cantare da due anni, scegliendo prima  un altro nome d'arte, ma quello definitivo attuale  è a lei più congeniale: Lana del Rey. Un nome con un vago sapore da Diva retro e il richiamo al marchio della Ford Del Rey, in distribuzione  negli  gli anni della fanciullezzza dell'artista americana.
Il successo  non  dipende dal fascino di un nome ma di sicuro l' ha aiutata nella spinta dei due suoi singoli che quest'anno, negli States e in Inghilterra hanno spopolato.
Il singolo  "Video Games" è stato  anche considerato "nuova canzone dell'anno" dal  Pitcfork, webzine  dedicato alla critica musicale focalizzando soprattutto  l'attenzione sulle voci di musica alternativa e indipendente.
Lana Del Rey ora ha tutte le carte giuste per "bucare" l'immagianrio musicale e visivo anche  italiano. La sua ultima canzone, Born To Die, in uscita con il nuovo Album nel prossimo Gennaio, ha un testo in linea con la tendenza attuale  neodarkromantica, mitigata da una  carnale aristocratica dolcezza.
Il  video  è di forte cattura, uscito dalla genialità creativa di Woodkid.

                                                    Il video sonoro "ufficiale" di Born To Die



 Il video diretto da Woodkid,  girato in un rinascimentale castello francese, ha una atmosfera onirica, decadente, avvolgentemente e morbidamente sensuale.
La sua versione integrale la si può vedere e ascoltare nel sito ufficiale dell'artista:  http://lanadelrey.com/

Il fascino di Lana del Rey è anche  giocato  sulla forza di una estetica di immagine metamorfica che, a differenza di Madonna o attualmente  Lady Gaga, le quali hanno proiettato la loro immagine metamorfica  in un presente-futuro, in Lana sembra invece puntare su uno specchio di  un presente rovesciato a rebours. Che la bandiera a stelle e strisce delle sue foto o dei suoi video soffra anche di una nostalgia di un glorioso passato perduto?  
Per confermare  invece l'impressione di una metamorfosi visicva che gioca sul gusto anche di un divismo retro, ecco una galleria di  immagini a confronto da me liberamnre scelte.
(Antonio Miredi)

                          Labbra carnose e posa esistenzialista  alla Jeanne Moreau?


                                                              Jeanne Morreau


                               La scontrosa seducente  civetteria di una Bardot?


                                                              Brigirtte Bardot




                           Il glamour trasognato di una Dalida prima maniera?




                                                                       Dalida


                       Il pop-hippy di Nancy Sinatra in nuovi giochi pericolosi?


                                                                    Nancy Sinatra


              Il video girato nel castello di  Fontainebleau da una idea dell'artista




                                    
                        Video non uficilae di  grazie a risorsa YouTube   

 La bellissima canzone Born To Die (Nati per morire)  di prossima uscita anima già la Rete grazie anche a video non ufficiali che in fatto di creatività a volte non hanno da temere il  confronto coni video di artisti conosciuti. In questo video Lana Del Rey e la sua canzone hanno suggerito, non casualmente, una ispirazione ricavata dall'immaginario pittoico figurativo romantico-decadente .

                                                      Paul Delaroche, "La Jeune Martyre"


                                                 Arnold Böcklin, "L'Ile des morts"



                                   Gustave Moreau, Les Anges de Sodome (1890)



  

mercoledì 28 dicembre 2011

Roà vince il concorso fotografico "Sfondi sfocati" di Mondovì

                    La foto vincitrice del concorso fotografico "Sfondisfocati"


La Fotografia è ormai definitivamente collocata, a pieno titolo, come una delle tante espressioni artistihe dell'Arte Contemporanea e non è considerata più solo documento o espressione dell'immaginario umano.
Artisti affermati e Creativi usano la Fotografia come autonoma forma d'arte, con un suo specifico linguaggio e una sua incofondibile cifra. Questo spiega il grande interesse e il diffondersi nel territorio nazionale di concorsi fotografici, organizzati da Enti o da Associazioni. Non sempre le tematiche affrontate  sono tuttavia di rilievo ed interesanti. Non è il caso del tema scelto dall'Associazione Mondovìphoto: "Sfondi sfocati".
Non è affatto facile lavorare sulle immagini sfocate e sopratttutto l'esito e l'ispirazione non vengono così spontanei. L'Associazione ha infatti così motivato la scelta di questa tematica: "Con questo tema si è voluto dare a tutti coloro che parteciperanno la possibilità di esprimersi nell’ambito fotografico che più amano, non vincolando su di un tema ma solamente su un fattore di tecnica fotografica: la sfocatura dello sfondo. Non è però, come può sembrare a prima vista, così semplice catturare l’immagine che, al di fuori della bontà tecnica, sia capace anche di emozionare senza cadere nello scontato… nel già visto".
A vincere è risultato Daniele Roà, il giovane creativo che continua a proseguire la sua strada verso una "personale" visione dell'arte, avendo occasione anche di condividere il lavoro artistico come è succeso per il video "Oltre gli orizzonti degli occhi", il Tributo al Mito parallelo Rodolfo Valentino-Dalida, realizzzando l'originale fotofrafia- manifesto e con il ruolo di regia tecnica e montaggio, essendo in quel caso l'opera nata da un' idea e da una direzione artistica di Miredi.
In questo suo lavoro del tutto autonomo sulla Fotografia,  Daniele Roà è riuscito a esprimere in pieno il senso del concorso organizzato da Mondovìphoto anche per la sua capacità di affidare alla fotografia  la possibilità di "dipanare" una storia, un suo originale filo narrativo.

                                                  Destino photo by Daniele Roà

Il "destino" di un incontro: fortuito, cercato, ritrovato? L'immagine sfocata non toglie nulla al realismo della  stroria...e nello stesso tempo la proietta in una sorta di visione trasognata. Un ricordo? Un sogno?  
Lei intanto inganna l'attesa con una tazza di thè e il "calore" di un libro. La maniera con cui saluta tradisce forse anche l'ansia di questa attesa. E poi  quest'incontro con l'affinità di uno steso fiore portato in mano, anche da lui, come un dono, come un "destino". Il calore e il profumo di un sogno "romantico" su una strada di una  qualsiasi cittadina, forse prigioniera di un' assenza, la mancanza  di  una grande  novità...
(Antonio Miredi)

martedì 27 dicembre 2011

Un Secolo di Posia cerca amanti

"La poesia non cerca seguaci, cerca amanti", con questo efficace e veritiero messaggio affiiancato a noti voti di attori, Il Corriere della Sera, lancia oggi una nuova serie di volumi di poesia, con l'eccezionale lancio di un solo euro per il primo volume. Gli altri in uscita ogni settimana costeranno sempre  una modica spesa.
Le grandi voci della Poesia  del Novecento riunite in una collana di antogie inedite con apparati e originali introduzioni. Un modo per raccontare il mondo attraverso i versi dei più grandi poeti italiani e stranieri.
Forse la Poesia non è in grado di salvare il mondo ma di sicuro ricorda al mondo che esistono altre possibilità di vita, che  i sentimenti hanno  una loro forza ed energia e che i sogni a volte si avverano. E  soprattutto, la Poesia ci apre davvero all'Amore quando l'Amore non è già esploso (antonio miredi)

                                La copertina del primo volume di "Un secolo di poesia"

Ad aprire la collana in uscita con Il Corriere della sera è "Elogio dei sogni" di Wislawa Szymborska.

"La poesia  della Szmborka non dà risposte, perchè ogni domanda può generare altre domande....Al lettore la poetessa  dice che, benchè si debba vivere in un univeso apparentemente governato dall'assoluta casualità, nel poeta alla disperazione si accompagna l'incanto..."
Dal'ntroduzione di Pietro Marchesani anche traduttore delle poesie di Elogio dei sogni.

VERMEER

"Finchè quella donna del Rijkmuseum
nel silenzio del dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo"
Wislawa Szymborska (trad. Marchesani)

                Il dipinto di Vermeer che ha ispirato la poetessa  polacca  Szymborska


                                               Wislawa Szymborska premio Nobel nel 1996

lunedì 26 dicembre 2011

Bocca, il Grande Vecchio della Resistenza se n'è andato

                                                     Il giornalista scrittore Giorgio Bocca

Confesso di non sapere se è con Giorgio Bocca che se ne va l'ultimo dei Grandi Vecchi della Resistenza, ma di sicuro il Vecchio che portava il distintivo di una stagione storica, oggi rimessa in questione e  "rovesciata" persino da un altro Vecchio giornalista scrittore come Pansa, con orgoglioso e indiscusso merito.
Anche se non è mancato e non mancheranno quelli pronti subito a ricordare al mondo che Giorgio Bocca ha esordito come giornalista proprio da "fascista". Articoli scritti in anni di età giovanile  quando in tanti, quasi tutti, vedevano il Fascismo attraverso quelle luce ambiguamente rivoluzionaria che all'inizio lo  ha contraddistinto come  movimento politico e sociale.
Bocca  aveva quella spigolosità tipica di tanti piemontesi di montagna ma possedeva, come controcanto, quel dolce sorriso sornione e ironico, anch'esso tipico dei piemontesi  di montagna mentalmente aperti.
Il piglio, il modo di porsi e la maniera tagliente con cui sapeva tracciare giudizi verbali e scritti inappellabili, lo rendevano a tanti non di  simpatia immediata  e uno snob.
Noi italiani amiamo l'adulazione non certo il savonarolismo, e Bocca ha speso, soprattutto  gli ultimi anni, a scrivere e dir "male" dei tanti vizi degli italiani e di quelle Maschere Politice che meglio incarnano i vizi tipici degli italiani.
"Questa Italia è ladra e corrotta. Il popolo sovrano? Pronto a tuti i delitti": è l'occhiello di apertura all'intervista che  un anno fa, in occasione dell'uscita del suo libro "Annus Horribilis", Bocca diede a Gramellini de La Stampa.
 «Chi vuol fare carriera non dovrebbe mai dire quello che pensa. Nel 1948, ero alla Gazzetta del Popolo, mi chiesero per chi avrei votato al referendum. Ma per la Repubblica, risposi io, ingenuo. Stupore assoluto. La Sip, padrona del giornale, sapeva che la sinistra voleva nazionalizzare l'azienda e tifava per i monarchici. Da allora il direttore Caputo mi fece mangiare merda. Ogni notte in tipografia urlava: chi è il coglione che ha passato questa notizia? I colleghi si aprivano come il Mar Rosso e in mezzo rimanevo io… Il mondo è pieno di servi». E al vicedirett ore de La Stampa che gli faceva notare che per le sue risposte era facile farlo passare per snob, così Giorgio Bocca rispondeva: «L’unico che tenta di esserlo è Sgarbi. Ma l’italiano è il contrario dello snob. Noi siamo melodrammatici». 
Credo che per non confermare questo nostro melodrammismo, anche giornalistico, invece  di ascoltare o leggere i tanti "coccodrilli" di circostanza , torniamo o, se non l'abbiamo mai fatto, leggiamo i non pochi libri scritti, rimanendo poi liberi nelle nostre personali idee.
Si, perchè quando qualcuno ci lascia, Grande Giovane o Grande Vecchio che sia, a rimanere, per nostra fortuna, rimangono le testimonianze scitte pronte ad avere il vaglio della Storia. (Antonio Miredi)

         La copertina del libro di Giorgio Bocca uscito per Feltrinelli nel gennaio 2010

"Tornerà il fascismo? Tranquilli, un po' è già tornato. La formazione in atto del nuovo regime la capisci dall'astio, dalla voglia  di diffamazione, dal desiderio incontentabile di mettere a tacere chi si oppone al nuovo ordine. Nel rinnovato ma eterno fascismo c'è anche il disprezzo per la ragione pacata sostituita dalla ragione di chi urla  più forte, la cagnara che imperversa ogni sera nei dibattiti televisivi dove i sostenitori del sultano si piazzano nelle prime file e su istruzioni del padrone urlano come cagnacci rabbiosi, impediscono agli altri di parlare" (Giorgio Bocca)
(Dall'ultima pagina di copertina del libro "Annus Horribilis"

L'intervista  integrale di Gramellini a Giorgio Bocca la si può trovare anche sul sito de La Stampa nelle pagine culturali. (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/201001articoli/51733girata.asp)

domenica 25 dicembre 2011

Le Natività nel solco dell'Arte

                                                      La Natività di Giotto

 Giotto, il grande artista che rinnova l'arte del suo tempo, dando "spessore" e "realtà" alla pittura. è tra i primi grandi artisti a dipingere la Natività, per  ispirazione o semplice commissione. L'affresco della Cappella degli Scrovegni a Padova, ha già tutti gli elementi e le figure tipiche del Presepe cattolico, il coro degli Angeli, Maria e Giuseppe, la mangiatoia col Bambino, il bue e l'asinello, i pastori...

                                                     Beato Angelico, Adorazione, 1440 circa




L'Adorazione dl Beato Angelico, nella sua umiltà e apparente piatta semplicità, in questo affresco per il convento di San Marco a Firenze,  anticipa i mille presepi che ancora oggi in Italia le famiglie private allestiscono, con l'abitudine di unire altre figure, laiche e religiose, a quelle canoniche del Vangelo.
Qui Santa Catrina di Alessandria e San Pietro martire.L'intento dell'arista, oggi protettore di tutti gli artisti, è quello di concentrare l'attenzione al misticismo e al raccoglimento intimo.









                                                 L'Adorazione dei Magi di Botticelli

Botticelli vive  in pieno Rinascimento, la sua Adorazione conservata negli Uffizi di Firenze, rimane lo specchio della  Sontuosità  e  dell'Allegoria con cui si  distingue dagli altri grandi artisti dell'epoca.

                                         Botticelli, La Natività Mistica, National Gallery, London 




Un Botticelli in cui il fantasma apocalittico di Savonarola  aleggia ancora e la riscoperta amorosa  di Dante a Firenze si esprime nel simbolismo e nella danza mistica allegorica degli Angeli attorno  alla grotta divina.











                                                            La Natività di Caravaggio

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, tormentato e perennemente in fuga,  dipinge la sua Natività per la Chiesa di San Lorenzo a Palermo, (opera trafugata nella notte del 17 ottobre 1969 e mai più ritrovata) dandole la verità dei gesti  e degli sguardi popolani,  sempre artista genio dell'oscurità squarciata dalla luce

La Natività nel'Arte: un solco in progress....

sabato 24 dicembre 2011

Il Canta italiano di Natale per eccellenza

       Una vecchia tradizionale figurina natalizia del Gesù Bambino di "Tu scendi dalle stelle"

Non è certo il Canta italiano Natalizio più storicamente antico ma è di sicuro quello più tradizionale e "italianao" per eccellenza: "Tu scendi dalle stelle". Fu scritto nel dicembre del 1754 da un Santo, Alfonso Maria dé Liguori, forse a Nola, come  dicono alcuni ma più probabilmente a Deliceto, ameno paesello collinare, in provincia di Foggia, dove nel suo famoso convento, il Santo soggiornò.
E' stata la canzone da cantare in famiglia la notte di Natale, davanti al Presepe e con in mano le stelle filanti. Il canto ingenuo e regale per un bambinello nato nudo in una grotta ma con il destino religioso di un Re dei Re.


Il pregevole incantevole Gesù Bambino settecentesco che si conserva nel Santuario di Nostra Signora del Belvedere, a Sampierdarena, sulle colline genovesi.


      Dal cd "Coccole delle Feste" - CoccoleSonore - http://www.youtube.com/user/CoccoleSonore

Un "Tu scendi dalle stelle" con sottotitoli in inglese, cantato da bambini e dedicato a tutti gli italiani nel momdo.


Al pianoforte l'angelica voce più famosa nel modo, Andrea Bocelli, per la sontuosa semplicità di "Tu scendi dalle stelle"


TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l’avermi amato !

2. A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m’innamora,
giacché ti fece amor povero ancora.

3. Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per giunger a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò ?
O Gesù mio,
per ché tanto patir ? per amor mio !

4. Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire ?
mio Gesù, t’intendo sì !
Ah, mio Signore !
Tu piangi non per duol, ma per amore.

5. Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto – del mio petto,
Se già un tempo fu così, or te sol bramo
Caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo

6. Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no ma veglia a tutte l’ore
Deh, mio bello e puro Agnello
a che pensi? dimmi tu. O amore immenso,
un dì morir per te, rispondi, io penso.

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss’io?
O Maria. speranza mia,
se poc’amo il tuo Gesù, non ti sdegnare
amalo tu per me, s’io non so amare



(La versione di "Tu scendi dalla stelle" storicamente integrale")

venerdì 23 dicembre 2011

L'Italia è stata già divisa dai Trasporti di Trenitalia


                                  Immagine ripresa dal sito Superabile.it

Si è aspettato i Centocinquant'anni dalla proclamazione delllo Stato Italiano, per dividere l'Italia, da Roma in giù, proprio come evidenzia l'immagine ripresa dal Portale di Informazione e Documentazione  sulle tematiche della disabilità. Con buona pace di tutte le tante belle parole spese nei numerosi convegni, mostre  e incontri che il Comitato, preposto per l'importante occasioe storica, ha sapientamente organizzato dalle Alpi alle Piramidi, come si diceva una volta per indicare  Il Bel Paese.
Bastava vedere ieri sera la trasmissione Serviziopubblico di Michele Santoro, quasi una trasmissione "pirata" che si può seguire grazie a Internet o a qualche Rete di Televisione Regionale, e a Sky.
Una trasmissione dove, oltre i pochi, per fortuna, soliti politici e giornalisti onnipresenti. a parlare è la gente qualsiasi e  in particolare quelli che vivono, sulla loro pelle, il disagio economico e sociale  sempre più cresciuto in  questi ultimi anni. E così si è potuto assistere all'ennesima "vergogna nazionale": questa volta riguardante gli ex dipendenti dei Wagon Lits che univano il Sud al Nord, e che per protesta  sono saliti, sfidando il gelo di Torino, sul cantiere del grattacielo di Intesa San Paolo.A dimostrazione che non si trattava soltanto della  protesta di una ristretta categora di lavoratori, di punto in bianco licenziati, si è vista  la significativa presenza del Sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Quello sui Trasporti Pubblici, come   giustamente denunciava l'uomo politico e Primo Cittadino di una città fortemente penalizzata  nei suoi collegamenti, soprattutto verso Torino, è una questione-emergenza di carattere Nazionale.
Cosa significa puntare solo sull'alta velocità e tagliare di netto il Sud d'Italia, lo può capire solo chi viaggia quotidianamente,  per ragioni di lavoro o di famiglia. Il sevizio della trasmissione di Santoro in parte ha dato alcune significative immagini di questi viaggi dell'inferno. Una vergogna morale oltre che socila e  politica, passata in gran parte nel silenzio più totale.
La  soppressione nei giorni feriali dei treni notturni, unita al resto dei tanti disagi, ritardi, disfunzioni, incidenti, vissuti  in questi anni quotidianamente, da chi viaggia dalla Sicila, o dalla Calabria o dalla Puglia, per andare a Milano  e Torino, proprio nell'anno dell'Anniversario dell'Unità d'Irtalia ha il significato quindi anche di una scandalosa beffa. (Antonio Miredi)

giovedì 22 dicembre 2011

Buongiorno a tutti i buongiorno del mondo

     Lo sbocciar delle rose in un giorno d'inverno ( photo by Cinzia Febbraro)



Il solstizio d'inverno è arrivato in ritardo: lo afferma il geofisico Giordano Cevolani: oggi, 22 dicembre 2011, quindi è il giorno più corto dell'anno. Da domani le giornate ritorneranno a togliere al buio la loro razione di "luce" per diventare via via più lunghe. Senza togliere niente al fascino o al mistero che a volte la "notte" può regalare alle nature romantiche, non dimentichiamo che siamo figli della "luce" ed è intanto una verità scientifica oltre che metafora culturale o immagine spirituale. Buongionrno allora a tutti  i buongiorno del mondo, quando sono  detti con il sorriso o con il cuore.
Da noi, in Italia, i "Buongirno" sono anche i trafiletti giornalistici del vicedirettore de "La Stampa", che in prima pagina, Massimo Gramellini, ci regala con il suo garbato, intelligente, ed ironico modo di vedere e pensare il mondo. Uno di questu suoi ultimi "buongiorno" accennava al fenomeno delle lobby così potenti in Italia e partiva da una battuta.  "La battuta dell'anno- scriveva Gramellini- l'ho sentita per strada: "Povero Monti, da Commissario Europeo ha saputo fermare Bill Gates e qui non riesce  a liberalizzare le farmacie!" E da dove proveniva questa battuta? -ci precisava ancora il giornalista: "A farla era proprio un  taxista!"  Certo sarebbe  fin troppo facile  e comodo prendersela solo con  quelle poche categorie e ignorare o sorvolare altre categorie che sono  lo stesso  vere "corporazioni", ma la maniera in cui Massimo Gramellini chiude il suo intervento giornalistico è la conferma di una presa di posizione davvero motivata dal cuore e dalla intelligenza:  "Oggi lasciatemi  fare il lobbista solitario di quella povera gente che non porta  voti a nessuno, soltanto l'eco di una vergogna che ci riguarda tutti"
E quindi buongiorno  anche a tutti i "buongiorno" di Gramellini (Antonio  Miredi)

lunedì 19 dicembre 2011

YOUTUBE: la vera grande palestra delle cover per chi ama cantare

    La canzone di Tiziano Ferro, singolo attualmente più venduto in Italia e fra le cover più cantate su YouTube.

Negli anni sessanta, e in parte settanta, Internet era ancora impensabile, le cover erano le riprese  e i rifacimenti di grandi successi internazionali, soprattutto di lingua inglese, che noti interpreti e cantanti portavano al successo. L'Italia anzi visse una sua eccezionale stagione d'oro delle cover, approffittando anche del fatto che, in piaeno far west di diritti d'autore, era facilissimo incidere un brano in vetta nelle classifiche del mondo: bastava riuscire, battento gli altri in anticipo, ad accaparrarsi  spartito e  dischi di importazione.
Oggi non è un fenomeno del tutto scomparso;  succede di riascoltare vecchie e belle canzoni, in un nuovo arrangiamento e in una nuova interpretazione anche da cantanti che hanno costruito la loro solida carriera  musicale con brani scrittti e scelti a loro misura.
Nuovisimo e strepitoso, invece, è il fenomeno delle  ultimissime cover che, grazie alla risorsa planetaria e democratica di YouTube, permette  a tutti la possibilità di una visibilità di canto e magari una prima notorietà. Una palestra libera e senza quei filtri o discutibili selezioni che a volte capita di vedere in famosi  format  televisivi, a caccia di giovani talenti musicali, grazie proprio all'uso delle cover.
In omaggio a questa fenomenologia canora telematica, ecco tre recenti voci  giovanili che hanno ripreso l'attuale successo di Tiziano Ferro, in maniera personale e convincente, senza scadere in quella pur diffusa tendenza di sfruttamento della  cover per la banalizzazione di un Karaoke.
Naturalmnete si tratta di una  liberissima   scelta della redazione e pertanto insindacabile.



   Luca Caminiti, voce intonata nel suo giusto  equilibrio, tenendo conto che "La differenza tra me e te" è una canzone non facile da cantare senza rischio di una sua parodia seppure   involontaria.



La versione acustica di Lorenzo Cresta sfrutta la sua voce morbida, armoniosa, adatta per il suono improvvisato di una chitarra pronta all'uso.


La cover by  Kenny Ray è un vero  videoclip, spartano, originale, la cui gestualità è perfetta  per una reinterpretazione più vicina anche al gusto hip hop...

( I video hanno licenza YouTube standard )

Ed ecco il testo della canzone:
 
 "La differenza tra me e te
Non l’ho capita fino in fondo veramente bene
Me e te
Uno dei due sa farsi male, l’altro meno
Però me e te
E’ quasi una negazione.
Io mi perdo nei dettagli e nei disordini, tu no
E temo il tuo passato e il mio passato
Ma tu no.
Me e te, è così chiaro
Sembra difficile.
La mia vita
Mi fa perdere il sonno, sempre
Mi fa capire che è evidente
La differenza tra me e te
Poi mi chiedi come sto
E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande
A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perché
La differenza tra me e te
Tu come stai? Bene. Io come sto? Boh!
Me e te
Uno sorride di com’è, l’atro piange cosa non è
E penso sia un errore.
Io ho due tre certezze, una pinta e qualche amico
Tu hai molte domande, alcune pessime, lo dico
Me e te, elementare
Da volere andare via.
La mia vita
Mi fa perdere il sonno, sempre
Mi fa capire che è evidente
La differenza tra me e te.
Poi mi chiedi come sto
E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande
A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè.
E se la mia vita ogni tanto azzerasse
L’inutilità di queste insicurezze
Non te lo direi.
Ma se un bel giorno affacciandomi alla vita
Tutta la tristezza fosse già finita
Io verrei da te.
Poi mi chiedi come sto
E il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande
A stare bene, a stare male, a torturarmi, a chiedermi perchè.
La differenza tra me e te
Tu come stai? Bene. Io come sto? Boh!
Me e te
Uno sorride di com’è, l’altro piange cosa non è
E penso sia bellissimo
E penso sia bellissimo"

domenica 11 dicembre 2011

Per i quarant'anni di Album di Vecchioni l'eterna voce di Mina

Per chi ha visto la puntata del 10 dicembre di Che tempo che fa di Fazio, su RAI TRE, l'emozione trionfava negli occhi del professore che si ritrovava a festeggiare i suoi 40 anni dall'uscita del suo primo Album, intitolato profeticmente "Parabola". E che parabola quella del cantautore Roberto Vecchioni.
L'emozione del Profesore cantante e autore nasceva dal riascoltare la registrazione del cameo che Mina, con la sua voce pronta a sfidare il tempo, nella sua canzone gli augura:
  "Scrivi Vecchioni, scrivi canzoni
che più ne scrivi più sei bravo e fai danè
tanto che importa a chi le ascolta
se lei c'è stata o non c'è stata e lei chi è?
Fatti pagare, fatti valere
più abbassi il capo più ti dicono di si
e se hai le mani sporche che importa
tienile chiuse e nessuno lo saprà
"

 Si, Professore continua a scrivere le tue canzoni che parlano d'amore e di vita sociale, di mito e di  cronaca, che canta i nomi e le città, i sogni e le illusioni, e pure le paure e i cedimenti,  la stanchezza   ma anche la fierezza.
(Antonio Miredi)


In quel primo Album del 1971, intitolato "Parabola" c'era anche "Luci a San Siro" una canzone ripresa da Veccchioni con un suo testo e musiche di Andrea Lo Vecchio e Giorgio Antola. Nell'ultimo  doppio Album antologico "I colori del buio" che festeggia  i quarant'anni di carriera degli Album, "Luci a San Siro" ritorna con un arrangiamento nuovo e la sorpresa, nel bel mezo della canzone,  della voce di Mina.

sabato 10 dicembre 2011

In memora di Angela Casella "madre coraggio" contro la bestialità di ogni sequestro

                                    Il libro della Rizzoli uscito in occasione del sequestro Casella

E' stato uno dei sequestri  di persona tra i più lunghi e odiosi dell'amara storia italiana, quello di Cesare Casella, rapito a Pavia il 18 gennaio 1988 e liberato, nonostante un primo oneroso riscatto, solo due anni dopo. Anche  l'attenzione dei media non smosse  il prolungato silenzio dei sequestratori al punto che  la madre di Luigi, Angela Casella  decise di raggiungere la Calabria dove nel territorio della Locride, in Aspromonte, si incatenò e visse in una tenda, cercando con la forza dell'amore e la forza della  disperazione di far breccia sulla gente del posto. Per  il suo gesto e la continua volontà di parlare e coinvolgere le mamme del circondario fu subito salutata come  "Madre coraggio", ma lei era lì solo spinta dall'amore e dalla convinzione di far sentire al figlio, in totale isolamento, l'energia della sua vicinanza anche fisica. Sapendo o sperando, pure, che l'uomo, per quanto per denaro possa divenatre malvagio, ha pur sempre un cuore di uomo. Ora Angela Casella  la scorsa notte, a Pavia, ci ha lasciati, ma il suo grande amore-coraggio resterà per sempre nei cuori  di pace "degli uomini di buona volontà" come cantavano gli Angeli dei Natale di una volta.
(Antonio Miredi)

                                        Liberazione Cesare Casella (TG1 31-1-90) da risorsa YouTube

          Un tributo a tutte le madri di coraggio e di amore con la voce del grande Aznavour

                        
         La calda e dolente voce del cuore di Dalida  riprese in francese  la canzone di Aznavour che fu riproposta anche dopo  la sua morte in un arrangiamento vicino al gusto musicale dell'epoca.



LA MAMMA
Parole e musica: R. Gall, C. Aznavour


"Ils sont venus, ils sont tous là dès qu'ils ont entendus ce cri
Elle va mourir, La Mamma
Ils sont venus, ils sont tous là, même ceux du sud de l'Italie
Y a même Giorgio le fils maudit, avec des présents pleins les bras
Tous les enfants jouent en silence, autour du lit sur le carreau
Mais leurs jeux n'ont pas d'importances, c'est un peu leur dernier cadeaux
A la Mamma.

On la réchauffe de baisers, on lui remonte ses oreillers
Elle va mourir la Mamma
Sainte Marie pleine de glace, dont la statue est sur la place
Bien sur, vous lui tendez les bras en lui chantant Ave Maria
Ave Maria
Y a tant d'amours, de souvenirs, autour de toi toi la Mamma
Y a tant de larmes et de sourires, à travers toi toi la Mamma

Et tous les hommes ont eu si chaud, sur les chemins de grand soleil
Elle va mourir la Mamma
Il boivent frais le vin nouveau, le bon vin de la bonne treille
Tandis que s'entassent pèle mêle, sur les bancs foulards et chapeaux
C'est drôle on ne sens pas triste, près du grand lit de l'affection
Y a même un oncle guitariste qui joue en faisant attention
A la Mamma

Et les femmes se souvenant, des chansons tristes des veillées
Elle va mourir la Mamma
Tout doucement les yeux fermés, chante comme on berce un enfant
Après une bonne journée, pour qu'il sourit en s'endormant

Ave Maria
Y a tant d'amours, de souvenirs, autour de toi toi la Mamma
Y a tant de larmes et de sourires, à travers toi toi la Mamma
Que jamais, jamais, jamais...
Tu nous quitteras.
"

giovedì 8 dicembre 2011

IN UN 8 DICEMBRE LA VOCE DI LENNON FU SPENTA


Erano le 22,51 a New York dell'8 dicembre 1980 quando un giovane fanatico pobabilmente malato di mente, mentre l'ex Beatles John Lennon riencasava insieme alla sua adorata compagna YoKo Ono, decideva di sparargli cinque colpi di pistola, ferendolo a morte. Il nome del fanatico? Perchè non seppellire  invece il suo  nome  nella polvere di un cimitero senza  memoria? La memoria affidiamola solo  a chi nella vita celebra la vita. E Lennon l'ha celebrata a modo suo con le canzoni.



Imagine da risorsa YOUTUBE




Imagine è fuor ogni dubbio uno dei brani in asssoluto fra i più belli della intera storia della musica. Il suo testo è stato considerato piu un manifesto ateo-comunista che manifesto  pacifista. A ben vedere, il testo è un canto  al sogno di un amore universale, per niente velleitario, per niente ingenuo.
 
"Imagine there's no heaven

It's easy if you try

No hell below us

Above us only sky

Imagine all the people living for today



Imagine there's no countries

It isn't hard to do

Nothing to kill or die for

And no religion too

Imagine all the people living life in peace





I'm a dreamer, but I'm not the only one

I hope some day you'll join us

And the world will be as one



Imagine no possessions

I wonder if you can

No need for greed or hunger

A brotherhood of man

Imagine all the people sharing all the world



You, you may say

I'm a dreamer, but I'm not the only one

I hope some day you'll join us

And the world will live as one"

 
Immagina  sopra un cielo-senza-paradiso
e sarà  facile avere sotto una terra-senza-inferno
guardare il cielo per vedervi il cielo
Immagina di vivere insieme  l’intensità dell’oggi

Immagina  non ci siano più nazioni
non è poi così difficile da crederci:
Non più  legge  che uccide e bisogno di morire
 Non  più una  religione  che divide

Immagina il mondo possa vivere nella pace.
Sono un sognatore ma non credo di esser unico
e spero sempre che l’incredulo possa sognare
solo così la terra sarà unito mondo

Immagina la fine di  ogni avidità di possesso.
Certo mi chiedo se possa essere possibile:
Nessuna necessità famelica di potere
Uomo-fratello-di-ogni-uomo
Immagina la vittoria della condivisione.

Sì, si può dire:
sono uno che sa sognare ma non credo di essere unico
e spero  l’incredulo sappia invece sognare
la Terra  unito mondo immagina la terra unito mondo.

(libera traduzione di Antonio Miredi)

                                                     Imagine by Antony and Johsons

L'intensa delicata  interpretazione che Antony and Johsons danno di Imagine conferma della matrice non materialista della canzone, fra le più belle al mondo soprattutto come tema musicale.


                                                Cristo uomo di dolore del Maestro Frencke

In questo sacro torso denudato di un Cristo martoriato tutta la follia del  sogno universale di pace e di amore di Gesù







L'IMMACOLATA CONCEZIONE: Prima di essere un dogma soggetto costante del genio artistico


E' stato Papa Pio IX a istituire come una verità assoluta e indiscutibile il dogma dell'Immacolata Concezione l'8 dicembre del 1854. Il soggetto mariano di Maria, Madre di Dio come Immacolata Concezione, è stato comunque un tema costante dell'arte sacra e  che ha visto impegnati il genio degli artisi lungo l'arco della storia. Ogni opera, precedente o realizzata dopo la proclamazione del dogma, rivela sempre una originalità di lettura e  di rappresentazione.

L'Immacolata Concezione di Giambattista Tiepolo  al Museo del Prado di Madrid

L'Immacolata Maria è dipinta nel massimo della sua Gloria: incoronata dalla colomba dello Spirito Santo, sovrastante la Terra e la mezza Luna. Tradizionali i  simboli mariani: il giglio, la palma, lo specchio...e l'inevitabile serpente, simbolo del peccato originale, schiacciato senza pietà.
Ma non molti sanno che la sublime opera  di arte sacra fu commissionata dalla Casa Reale per la Chiesa di San Pasquale di  Aranjuez

 
 da risorsa YouTube

Aranjuez ha ispirato uno dei più famosi concerti per chitarra classica: " Concerto de Aranjuez:" .Qui la chitarra di Paco De Lucia al servizio della bellisima musica del compositore Iaoquin Rodrigo.




domenica 27 novembre 2011

Semplice come un segreto: esce il nuovo "Album" di Tiziano Ferro


A tre anni di distanza e dopo la sua autobiografia scritta come una liberatoria autoconfessione, esce il quinto Album di un cantante amato e conosciuto anche oltre i confini nazionali, "L'amore è una cosa semplice" di Tiziano Ferro. Un Album molto atteso anche perchè fatto solo di canzoni inedite e con testi pronti a segnare una nuova tappa musicale e una nuova fase esistenziale per il giovane cantautore che ha  aperto l'album ad altri autori interpreti, come Irene Grandi, Nesli e John Legend.
A preparare l'uscita dell'Album, è stato il singolo "La differenza tra me e te", trasnesso solo  per radio e via internet e già in vetta alla classifica dei singoli in Italia.
Tiziano Ferro ha scelto la trasmissione di RAI TRE, "Che tempo che fa" condotta da Fazio, come unica prima uscita pubblica per presentare anche la canzone che dà il titolo all'Album. Un canto-messaggio gridato con ottimismo del  sentimento dell'amore: semplice come un fiore spuntato a sorpresa e tuttavia complesso come un "segreto" che se fosse appunto "semplice" non sarebbe allora più un "segreto". La canzone è notevole per impatto musicale e bellezza sincera del testo. E chissà che non possa aiutare chi l'ascolta a rovesciare amore e segreto nella semplicità di un vivere sempre credendo alla ragione del  proprio cuore.
(antonio miredi)


                                               
 
"Ho un segreto

ognuno ne ha sempre uno dentro
ognuno lo ha scelto e lo ha spento

ognuno... volendo e soffrendo
e nutro un dubbio
e non sarà mai, mai, mai inutile
ascoltando l'eco
consultandolo in segreto ed è
l'estate che torna e sembrava lontana
o tutto è più triste oppure resiste
quello sguardo da oltraggio che insinua...

Ti verrò a prendere con le mie mani
e sarò quello che non ti aspettavi
sarò quel vento che ti porti dentro
e quel destino che nessuno ha mai scelto e poi...

L'amore è una cosa semplice
e io adesso, adesso, adesso... te lo dimostrerò

Questo sono io
e solo io nell'attimo in cui ho deciso che so farti ridere ma mai per caso
sono io se ritorno e se poi vado

Questa è la mia gente
sono le mie strade le mie facce
i ponti che portano a quand'ero bambino
bruciando ricordi ed essendo sincero
rimango presente ma non sono com'ero
e quella voglia di dirti ridendo
ti verrò a prendere...

Amore mio prendi le mie mani ancora e ancora
come chi parte e non saprà mai se ritorna

Ricorda: sei meglio di ogni giorno triste
dell'amarezza, di ogni lacrima della guerra con la tristezza

Tu sei il mio cielo...
ti verrò a prendere...
adesso, adesso, adesso... te lo dimostrerò... io, te lo dimostrerò"
( testo della canzone)

      " Questo sono io" 




  " i ponti che portano a quand'ero bambino"













martedì 22 novembre 2011

MINA: così aliena così vicina

                                               La copertina di Mina di Gianni Ronco e Mauro Balletti


  La Grande Voce della Canzone  italiana, Mina, ma questi confini sono troppo ristretti per una cantante del suo calibro, puntualmente arriva sotto Natale come una strenna per i milioni di fans e  per chi apprezza la bella musica. E lei coerentemente ci arriva sempre: così aliena e così vicina. Anticipato per radio e per web dal singolo "Questa canzone", l'Album appena uscito è intitolato, nella sua modestia lessicale "Piccolino" e comprende brani  inediti la cui matrice diffusa è la melanconia lunare. Lunare come troneggia, Icona Regina, su una delle sue tante artistiche intriganti copertine.

                                                       da risorsa YouTube

 ...perchè tu sappia almeno ancora
che dentro non mi  hai perso, no"


Ad accompagnare "Questa Canzone",  il cui anticipo ha preparato l'uscita  dell'Album di Mina "Piccolino",
ha giocato anche un certo "mistero". Mina ha l'abitudine di ascoltare i brani che le arrivano per posta e che lei poi alla fine seleziona e a volte decide di incidere. Questa canzone non aveva gli autori e la caccia era subito partita in rete e sui media. Alla fine gli autori si sono rivelati. Mauro Nobile e Paolo Limiti, e la canzone è un inedito di quarant'anni fa. Un branno che gli anni non hanno datato e che anzi hanno saputo custodirne l'integra freschezza di un sentimento amoroso  interiore e segreto.