sabato 24 dicembre 2011

Il Canta italiano di Natale per eccellenza

       Una vecchia tradizionale figurina natalizia del Gesù Bambino di "Tu scendi dalle stelle"

Non è certo il Canta italiano Natalizio più storicamente antico ma è di sicuro quello più tradizionale e "italianao" per eccellenza: "Tu scendi dalle stelle". Fu scritto nel dicembre del 1754 da un Santo, Alfonso Maria dé Liguori, forse a Nola, come  dicono alcuni ma più probabilmente a Deliceto, ameno paesello collinare, in provincia di Foggia, dove nel suo famoso convento, il Santo soggiornò.
E' stata la canzone da cantare in famiglia la notte di Natale, davanti al Presepe e con in mano le stelle filanti. Il canto ingenuo e regale per un bambinello nato nudo in una grotta ma con il destino religioso di un Re dei Re.


Il pregevole incantevole Gesù Bambino settecentesco che si conserva nel Santuario di Nostra Signora del Belvedere, a Sampierdarena, sulle colline genovesi.


      Dal cd "Coccole delle Feste" - CoccoleSonore - http://www.youtube.com/user/CoccoleSonore

Un "Tu scendi dalle stelle" con sottotitoli in inglese, cantato da bambini e dedicato a tutti gli italiani nel momdo.


Al pianoforte l'angelica voce più famosa nel modo, Andrea Bocelli, per la sontuosa semplicità di "Tu scendi dalle stelle"


TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l’avermi amato !

2. A te, che sei del mondo il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m’innamora,
giacché ti fece amor povero ancora.

3. Tu lasci il bel gioir del divin seno,
per giunger a penar su questo fieno.
Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò ?
O Gesù mio,
per ché tanto patir ? per amor mio !

4. Ma se fu tuo voler il tuo patire,
perché vuoi pianger poi, perché vagire ?
mio Gesù, t’intendo sì !
Ah, mio Signore !
Tu piangi non per duol, ma per amore.

5. Tu piangi per vederti da me ingrato
dopo sì grande amor, sì poco amato!
O diletto – del mio petto,
Se già un tempo fu così, or te sol bramo
Caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo

6. Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core
non dorme, no ma veglia a tutte l’ore
Deh, mio bello e puro Agnello
a che pensi? dimmi tu. O amore immenso,
un dì morir per te, rispondi, io penso.

Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio
ed altro, fuor di te, amar poss’io?
O Maria. speranza mia,
se poc’amo il tuo Gesù, non ti sdegnare
amalo tu per me, s’io non so amare



(La versione di "Tu scendi dalla stelle" storicamente integrale")

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