I banchi della Scuola di una volta
Una volta c'era un'unica data di inizio Scuola, valida per tutta l'Italia, il 1° Ottobre, giorno di San Remigio, eletto per l'occasione "patrono" degli scolari.
Il primissimo giorno di scuola per tutti gli alunni delle Elementari, era un giorno particolre, carico di ansia e di emozioni. Ancora adesso, anche se un po' meno di allora...E particolari erano gli stessi scolari che per l'occasione si chiamavano "remigini".
Con la legge n.517 del 4 agosto 1977, il calendario scolastico è stato anticipato e oggi cambia da Regione a Regione, e con la fine dell'inizio al 1° Ottobre i remigini sono scomparsi...
La liturgia cattolica, del resto, non festeggia più San Remigio ad Ottobre ma a Gennaio.
San Remigio battezza Clodoveo I
Ma chi era San Remigio? Remigio di Reims (Laon, 437 ca. – Reims, 13 gennaio 533) è stato un arcivescovo cattolico franco. A lui si deve, secondo la Leggenda, la conversione al cattolicesimo del re merovingio Clodoveo I. Una conversione che ha cambiato la storia dei Franchi e dell'intera Europa.
martedì 1 ottobre 2013
domenica 28 aprile 2013
Infuria sempre la bufera sulla Festa del 25 Aprile
Anche quest'anno, la Festa della Liberazione del 25 Aprile è stata pretesto per accendere e dividere gli animi, contrapporre faziosità ideologiche, invece di essere la doverosa occasione per tener viva nella memoria la pagina storica che ha fatto uscire l'Italia dalla notte di una Dittatura e dalla tragedia
di una Guerra.
Nella cittadina di Alessio, per esempio, non si voleva permettere di suonare e cantare durante la festa pubblica della Liberazione, il canto partigiano "Fischia il vento", reo di essere un canto troppo ideologicamente schierato e che poteva urtare la sensibiltà dei reduci di Salò; con altri presupposti e motivazioni, la condanna da parte di Grillo, condivisa dal suo movimento, che ha addirittura parlato di "Morte del 25 Aprile"!
Contapposizioni che nascono, quasi fin da subito, da un equivoco storico mai definitivamente chiarito, la mancanza di una onesta analisi storica priva di ogni viscerale emotività, seppure ammantata di idealità.
In parte questo equivoco è stato affrontato dal Gramellini, in un suo "Buongiorno", sulla prima pagina de "La Stampa" dedicato al 25 aprile di quest'anno.
"A furia di attutire il senso del 25 aprile si è finito per ribaltarlo,
riducendo la Resistenza alla componente filosovietica e trasformando le
ferocie partigiane che pure ci sono state nella prova che fra chi
combatteva a fianco degli Alleati e chi stava con i nazisti non esisteva
alcuna differenza. La differenza invece c’era, ed era appunto politica” ha scritto Gramellini, aggiungendo: “Se avessero vinto i reduci di Salò
saremmo diventati una colonia di Hitler. Avendo vinto i partigiani,
siamo una democrazia”.
"Fischia il vento:
Fischia il vento ed infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
...a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
Ogni contrada è patria del ribelle
ogni donna a lui dona un sospir
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuor e il braccio nel colpir
...nella notte lo guidano le stelle
forte il cuor e il braccio nel colpir
E se ci coglie la crudele morte
dura vendetta fara dal partigian
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor
...ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor
Cessa il vento, calma è la bufera
torna a casa il fiero partigian
sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, e alfin liberi siam!
...sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, e alfin liberi siam!
Fischia il vento ed infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
...a conquistare la rossa primaver"
da Canti partigiani (youtube)
martedì 23 aprile 2013
Una Giornata della Terra che deve essere ricordata e festeggiata ogni giorno
La Terra non è solo nostra...anche di quelli a cui la lasceremo... (a.m.)
Sulla terra abitano cuori (Antonio Miredi)
giovedì 11 aprile 2013
L'occasione di una svolta per l'elezione del Presidente della Repubblica
Palazzo del Quirinale
Nell'attuale situazione di stallo della politica italiana, l'imminente elezione del nuovo Presidente della Repubblica, può essere la carta da giocare, la mossa per una vera svolta democratica.
I motivi sono più di uno, a cominciare dalla durata della carica: sette anni in grado di condizionare almeno due legislature, e la formazione di un Governo, comunque dalla durata incerta, con nuove elezioni dietro l'angolo.
Purtroppo i recenti contatti tra le forze di Centrodestra e Centrosinistra non fanno sperare nel coraggio di una scelta di svolta democratica e morale, così come a sorpresa sono state le elezioni dei due Rami del Parlamento. La preoccupazione dominante tra i partiti tradizionali è quella di ritrovare un "compromesso" di garanzia verso le stesse forze politiche, se non, peggio, verso singole personalità politiche.
Il Presidente della Repubblica deve invece garantire i Principi della Costituzione, alla base della stessa nostra Democrazia: solo in questo modo è davvero Garante di tutti i cittadini italiani.
Ecco perchè, anche se paradossalmente provocatorio nel titolo del suo articolo-appello , Paolo Flores d'Arcais ha ragione quando scrive: "Al Quirinale deve andare un Custode della Costituzione e dei suoi valori...E' perciò doveroso che sul Colle più alto venga insediato un Predidente ostile a Berlusconi, visto che della nostra Costituzione repubblicana Berlusconi è un nemico dichiarato e sfacciato: ha cercato di calpestarla e sopprimerla, l'ha aggirata infinite volte..."
Chi e quali forze politiche avranno il coraggio di partecipare insieme alla svolta di un nuovo Presidente di Garanzia democratica, legale, morale, del nostro Paese, senza calcoli personalstici e di apparato?
Venire meno a questo impegno e responsabilità comune sarebbe un grave errore e una grave colpa di omissione. Naturalmente il messaggio vale soprattutto, come ci ricorda ancora Flores d'Arcais, per Bersani e Grillo, visto che avrebbero i numeri necessari per la svolta di una vera garanzia costituzionale.
(a.m.)
L'articolo integrale di Paolo Flores d'Arcais si può leggere nel seguente link:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/e-ora-un-presidente-antiberlusconiano/
Nell'attuale situazione di stallo della politica italiana, l'imminente elezione del nuovo Presidente della Repubblica, può essere la carta da giocare, la mossa per una vera svolta democratica.
I motivi sono più di uno, a cominciare dalla durata della carica: sette anni in grado di condizionare almeno due legislature, e la formazione di un Governo, comunque dalla durata incerta, con nuove elezioni dietro l'angolo.
Purtroppo i recenti contatti tra le forze di Centrodestra e Centrosinistra non fanno sperare nel coraggio di una scelta di svolta democratica e morale, così come a sorpresa sono state le elezioni dei due Rami del Parlamento. La preoccupazione dominante tra i partiti tradizionali è quella di ritrovare un "compromesso" di garanzia verso le stesse forze politiche, se non, peggio, verso singole personalità politiche.
Il Presidente della Repubblica deve invece garantire i Principi della Costituzione, alla base della stessa nostra Democrazia: solo in questo modo è davvero Garante di tutti i cittadini italiani.
Ecco perchè, anche se paradossalmente provocatorio nel titolo del suo articolo-appello , Paolo Flores d'Arcais ha ragione quando scrive: "Al Quirinale deve andare un Custode della Costituzione e dei suoi valori...E' perciò doveroso che sul Colle più alto venga insediato un Predidente ostile a Berlusconi, visto che della nostra Costituzione repubblicana Berlusconi è un nemico dichiarato e sfacciato: ha cercato di calpestarla e sopprimerla, l'ha aggirata infinite volte..."
Chi e quali forze politiche avranno il coraggio di partecipare insieme alla svolta di un nuovo Presidente di Garanzia democratica, legale, morale, del nostro Paese, senza calcoli personalstici e di apparato?
Venire meno a questo impegno e responsabilità comune sarebbe un grave errore e una grave colpa di omissione. Naturalmente il messaggio vale soprattutto, come ci ricorda ancora Flores d'Arcais, per Bersani e Grillo, visto che avrebbero i numeri necessari per la svolta di una vera garanzia costituzionale.
(a.m.)
L'articolo integrale di Paolo Flores d'Arcais si può leggere nel seguente link:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/e-ora-un-presidente-antiberlusconiano/
lunedì 8 aprile 2013
"Vincenzina", il lato dolente e più intenso dello Jannacci ironico e trasognato
Operaie in fabbrica in un immagine di Primo Novecento
Un modo diverso di ricordare con affetto Enzo Jannacci attraverso la sua canzone forse più intimista, intensa e dolente, "Vincenzina...". Un nome simbolo di tutte le donne lavoratrici che sacrificano per il lavoro dei mariti operai o impiegati, grande parte della loro vita, aspettando con coraggio il domani, all'uscita da una "fabbrica" che può avere oggi nomi diversi, o nessun nome.
Una immagine insolita del "genio" milanese ironico e trasognato di Jannacci.
Mina canta Jannacci
La versione cinematografica di "Vincenzina e la Fabbrica" con la locandina del film di Monicelli
Un modo diverso di ricordare con affetto Enzo Jannacci attraverso la sua canzone forse più intimista, intensa e dolente, "Vincenzina...". Un nome simbolo di tutte le donne lavoratrici che sacrificano per il lavoro dei mariti operai o impiegati, grande parte della loro vita, aspettando con coraggio il domani, all'uscita da una "fabbrica" che può avere oggi nomi diversi, o nessun nome.
Una immagine insolita del "genio" milanese ironico e trasognato di Jannacci.
"Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina il foulard non si mette più.
Una faccia davanti al cancello che si apre già.
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
come se non c'è altro che fabbrica
e hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là...
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui,
sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua.
Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c'è, se c'è com'è ?"
(Enzo Jannacci-Beppe Viola)
Vincenzina il foulard non si mette più.
Una faccia davanti al cancello che si apre già.
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
come se non c'è altro che fabbrica
e hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là...
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui,
sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua.
Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c'è, se c'è com'è ?"
(Enzo Jannacci-Beppe Viola)
Enzo Jannacci live in "Vincenzina" in un Teatro di Milano
La canzone apparve anche nella colonna musicale del film "Romanzo popolare" di Monicelli nel 1974.
Ripresae, è stata cantata anche dalla grande voce di Mina. Una versione con maggiore apertura muscicale e cadenza swuing ma con intatta ancora la sua anima dolente e intimista.
sabato 23 marzo 2013
OSANNA CRISTIANO NEL SEGNO DELLE PALME
La festa delle Palme in una iconografia cristiana popolare
"Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore"
Il saluto di rispetto e adorazione che nel Vangelo cristiano
la folla rivolge a Gesù, nel suo ingresso a Gerusalemme, in groppa a un asino, attorniato dai suoi discepoli.
Rametti di ulivo e intreccci di palme, ancor ogggi ricordano l'umile regale agitare delle Palme verso un Re, il cui regno non è di questo mondo.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,1-10)
Quando furono vicini a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito, entrando in esso, troverete un puledro legato, sul quale nessuno è ancora salito. Slegatelo e portatelo qui. E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?”, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”».
Andarono e trovarono un puledro legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo slegarono. Alcuni dei presenti dissero loro: «Perché slegate questo puledro?». Ed essi risposero loro come aveva detto Gesù. E li lasciarono fare. Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi. Quelli che precedevano e quelli che seguivano, gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli!».
I
L'entrata di Gesù a Gerusalemme, nel "Il vangelo secondo Matteo" di Pier Paolo Pasolini,
L'entrata a Gerusalemme nel film "Gesù di Nazareth"" di Franco Zeffirelli.
Entrata a Gerusalemme in "Jesus Christ Superstar"
Omaggio alla Poesia che inonda il mare delle Rete
Un omaggio alla voce della Poesia universale che inonda il mare della Rete Globale...
Arthur Rimbaud
Pablo Neruda
Eugenio Montale
Garcia Lorca
Alda Merini
Kavafis
Pasolini legge Pound
giovedì 21 marzo 2013
ILLUMINIAMOCI DI VERSI: Nel giorno della poesia
Allegoria della Poesia, Dante Gabriele Rossetti
In questo giorno di inizio di Primavera, illuminiamoci del fior fiore della poesia del mondo.
Una Festa della Poesia, per affidare o ritrovare nei versi, la luce della nostra ragione e del nostro cuore.
Allegoria della Primavera, Botticelli
Ancora nascosto
quel seme
in questo inizio
di stagione
pur senza corona
di fiore
la sua primavera
va insinuando
del cuore
Antonio Miredi
In questo giorno di inizio di Primavera, illuminiamoci del fior fiore della poesia del mondo.
Una Festa della Poesia, per affidare o ritrovare nei versi, la luce della nostra ragione e del nostro cuore.
Allegoria della Primavera, Botticelli
Ancora nascosto
quel seme
in questo inizio
di stagione
pur senza corona
di fiore
la sua primavera
va insinuando
del cuore
Antonio Miredi
mercoledì 20 marzo 2013
LA FELICITA' TRA CHIMERA E CONSAPEVOLEZZA
Faccina della Felicità
Da quest'anno, per un voto unanime dei 193 Stati membri dell'Assemblea delle Nazioni Unite, il 20 marzo si festeggia La Felicità.
Felicità, dolce e mostruosa Chimera, intesa come ricercato inganno d'Illusione o piuttosto consapevole percorso verso una legittima conquista?
Non dimentichiamocelo: La Costituzione degli Stati Uniti d'America, riporta "la felicità" come un legitttimo Diritto di uno Stato.
La Chimera detta di Arezzo
L'amaro sguardo di Altan
La Felicità secondo Lucio (risorsa YouTube)
La signorina Felicita (ovvero la Felicità) di Guido Gozzano
La Felicità nella poesia di Pablo Neruda (Letto e caricato su YouTube da Silvio Lorentini)
Da quest'anno, per un voto unanime dei 193 Stati membri dell'Assemblea delle Nazioni Unite, il 20 marzo si festeggia La Felicità.
Felicità, dolce e mostruosa Chimera, intesa come ricercato inganno d'Illusione o piuttosto consapevole percorso verso una legittima conquista?
Non dimentichiamocelo: La Costituzione degli Stati Uniti d'America, riporta "la felicità" come un legitttimo Diritto di uno Stato.
La Chimera detta di Arezzo
L'amaro sguardo di Altan
La Felicità secondo Lucio (risorsa YouTube)
martedì 19 marzo 2013
GRILLO-ODISSEO TRA CAVALLO DI TROIA E SIRENE
La vignetta-montaggio del blog di Beppe Grillo
A leggere gli ultimi interventi pubblicati sul suo blog, Grillo sembra aver cambiato registro luinguistico, passando dalla citazione popolare del fumetto a quella colta della mitologia, anche se lo fa attraverso i post del filosofo Paolo Becchi.
Nell'articolo intitolato "Il Movimento 5 Stelle e le sirene" , un Grillo-Odisseo è legato all'albero della nave per riuscire a sfugggire al canto malefico delle tante sirene di turno, a cominciare dalla sirena più minacciosa, quella che ha la faccia di Bersani.
L'elezione al Senato del Presidente Grasso è stata la prima occasione di libertà di coscienza per gli eletti che hanno dissentito dal votare scheda bianca, come il centro montiano, e che avrebbe potuto favorire la conferma di Schifani; scelta che ha scatenato l'ira dei due Capi del Movimento, Grillo e Casaleggio con la clamorosa minaccia di espulsione dal gruppo.
Minaccia rientrata nelle ultime ore, dopo l'ondata di proteste nella Rete, concedendo agli "ingenui" senatori caduti nella "trappola", la generosità di averlo fatto in buona fede. E' stata la buona fede a renderli ciechi e non riconoscere la mossa di Bersani come la mossa astuta di Un Cavallo di Troia.
Ma non era stato l'astuto Odisseo a costruire il Cavallo di Troia? E se le Sirene fossero anche i tanti elettori, finora esclusi da ogni reale confronto e politica mediazione, che con il loro voto non hanno solo espresso una legittima protesta ma anche la voglia concreta di un cambiamento?
E il cambiamento non consiste solo nella volotà di un controllo, da parte degli eletti, dei lavori del Parlamento, attraverso la mera rivendicazione di posti di comando staccati da una democratica logica di collaborazione e partecipazione.
L'astuto Odisseo, nell'immortale Poema , oltere alle Sirene dovette superare altre minacce, come quella del Mostro Polifemo a cui disse di chiamarsi Nessuno.
Se vogliamo rimanere nell'allusione mitologica, sorge allora una ingenua domanda.
Non è che Becchi-Grillo-Odisseo vorrebbero gli eletti deputati e senatori essere tanti "signor nessuno", senza cioè libertà di voto e di coscienza?
Un bel teatrino pirandelliano di personaggi in cerca d'autore che niente ha a che fare con la politica "arte e scienza della cosa pubblica" , fatta di intransigenza ma anche di personale responsabilità.
(antonio miredi)
Odissea_Ulisse e le Sirene (Herbert James Draper-190
I troiani portano in città il cavallo, Tiepolo
Ulisse e le sirene (Kirk Douglas - 1954)
A leggere gli ultimi interventi pubblicati sul suo blog, Grillo sembra aver cambiato registro luinguistico, passando dalla citazione popolare del fumetto a quella colta della mitologia, anche se lo fa attraverso i post del filosofo Paolo Becchi.
Nell'articolo intitolato "Il Movimento 5 Stelle e le sirene" , un Grillo-Odisseo è legato all'albero della nave per riuscire a sfugggire al canto malefico delle tante sirene di turno, a cominciare dalla sirena più minacciosa, quella che ha la faccia di Bersani.
L'elezione al Senato del Presidente Grasso è stata la prima occasione di libertà di coscienza per gli eletti che hanno dissentito dal votare scheda bianca, come il centro montiano, e che avrebbe potuto favorire la conferma di Schifani; scelta che ha scatenato l'ira dei due Capi del Movimento, Grillo e Casaleggio con la clamorosa minaccia di espulsione dal gruppo.
Minaccia rientrata nelle ultime ore, dopo l'ondata di proteste nella Rete, concedendo agli "ingenui" senatori caduti nella "trappola", la generosità di averlo fatto in buona fede. E' stata la buona fede a renderli ciechi e non riconoscere la mossa di Bersani come la mossa astuta di Un Cavallo di Troia.
Ma non era stato l'astuto Odisseo a costruire il Cavallo di Troia? E se le Sirene fossero anche i tanti elettori, finora esclusi da ogni reale confronto e politica mediazione, che con il loro voto non hanno solo espresso una legittima protesta ma anche la voglia concreta di un cambiamento?
E il cambiamento non consiste solo nella volotà di un controllo, da parte degli eletti, dei lavori del Parlamento, attraverso la mera rivendicazione di posti di comando staccati da una democratica logica di collaborazione e partecipazione.
L'astuto Odisseo, nell'immortale Poema , oltere alle Sirene dovette superare altre minacce, come quella del Mostro Polifemo a cui disse di chiamarsi Nessuno.
Se vogliamo rimanere nell'allusione mitologica, sorge allora una ingenua domanda.
Non è che Becchi-Grillo-Odisseo vorrebbero gli eletti deputati e senatori essere tanti "signor nessuno", senza cioè libertà di voto e di coscienza?
Un bel teatrino pirandelliano di personaggi in cerca d'autore che niente ha a che fare con la politica "arte e scienza della cosa pubblica" , fatta di intransigenza ma anche di personale responsabilità.
(antonio miredi)
Odissea_Ulisse e le Sirene (Herbert James Draper-190
I troiani portano in città il cavallo, Tiepolo
Ulisse e le sirene (Kirk Douglas - 1954)
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