Nel gennaio di un anno fa ci lasciava Giancarlo Bigazzi, protagonista della canzone italiana.
Discografico, compositore e soprattutto autore di intramontabili canzoni di successo, entrate a far parte della colonna sonoro di tante generazioni.. AM_ART continua a ricordarlo, dopo "Lisa dagli occhi blu", con un'altra sua famosissima canzone, "Rose rosse" cantata da Massimo Ranieri.
Massimo Ranieri, "Rose rosse" risorsa YOUTUBE
"Rose rosse" uscì, scritta da Bigazzi, con musiche di Savio e Polito, nel 1968. All'inizio passò quasi inosservata. Esplose con il Cantagiro edizione 1969. La canzone si classificò al primo posto e scalò la classifica italiana, riconoscendo finalmente un vero pieno successo al cantante napoletano non ancora maggiorenne. Un successo raggiunto e voluto con caparbietà e una vitalele e gioiosa volontà di riscatto anche sociale.
La storica serata della canzone vincitrice del Cantagiro 1969 ( risora Rai tramite YouTube)
Il Cantagiro è stato un fenomeno irripetibile della canzone italiana, Nei mesi estivi i più importanti cantanti italiani, insieme a cantanti sconosciuti, scorazzavano per le strade e le piazze d'Italia in un tripudio di bagno di folla.
Immaginato a tappe, come per la gara ciclistica, nel 1969 vinse Ranieri con soli due voti di differenza dai Camaleonti che cantavano "Viso d'Angelo" Al terzo posto un promettente Lucio Battisti con l'indimenticabile "Acqua azzurra, acqua chiara"!
La rose meditativa di Salvador Dalì del 1958
Tutta la rossa carnalità di una rosa.....
"....Fore in Amore le rose
non si usano più....
ma qusti fiori
sapranno parlarti di me
... nel cuore del mio cuore
non ho altro che te....
Con sessanta settimane di presenza in classifica, ancora tra i primi 10 Album, il nuovo videoclip di Tiziano Ferro ripresnta "L'amore è una cosa semplice" con scene che si aprono sul lungomare di Bari tratte dal film "L'amore è imperfetto" della salentina Francesca Muci.
Un
doppio esordio letterario e cinematografico: il film, girato in terra
di Puglia, è ricavato dall'omonimo libro scritto dalla stessa regista la
quale ha voluto inserire la canzone di Ferro nel suo film in sintonia
perfetta con la passione per l'amore condivisa da entrambi.
L'amore nella sua "semplicità" non fa mai a pugni con la complessità o il suo mistero...il suo essere "imperfetto"
Il bellissimo lungomare di Bari
Il trailer ufficiale del film "L'amore è imperfetto" con la canzone di Tiziano Ferro.
La copertina del libro della scrittrice regista Francesca Muci edito da Piemme.
La voce di Adele, intensa e profonda, è ancora singolo ufficiale dell'agente 007 del Cinquantenrio, a primeggiare tra le canzoni più amate, ascoltate e scaricate dai siti musicali.
Un testo scritto su misura al nuovo agente segreto britannico, eroe con un suo doppio oscuro.
Ed ecco la traduzione del testo della canzon:
Questa è la fine
Trattieni il respiro e conta fino a dieci
Sentiti la terra tremare sotto i piedi e poi
Ascolta il mio cuore scoppiare di nuovo
Perché questa è la fine
Sono annegata e ho sognato questo momento
…………………………………………….
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciola
Noi staremo proprio qui a testa alta lo affronteremo assieme
quando il cielo cadrà
Cominceremo proprio quando cadrà il cielo
Distanti migliaia di miglia e diametralmente opposti
Quando i mondi si scontreranno, e le giornate saranno buie
Avrai il mio numero, e saprai il mio nome
Ma non avrai mai il mio cuore
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciola
Noi staremo proprio qui a testa alta lo affronteremo assieme (
quando il cielo cadrà
Dove vai tu vengo anche io
Quello che vedi tu lo vedo anche io
So che non sarò mai me stessa, senza la sicurezza
delle tue braccia affettuose
che mi tengono lontana dal male
metti la tua mano nella mia mano
e resteremo in piedi
Lascia che il cielo cada, quando si sbriciola
Noi staremo proprio qui a testa alta
lo affronteremo assieme
quando il cielo cadrà
Lascia che il cielo cada,
Noi staremo proprio qui a testa alta
quando il cielo cadrà
Copertina dell'Album "Il giorno aveva cinque teste" 1973
Testo di Antonio Miredi
Accade che la morte di un artista serva a rilanciare la sua figura e questo rilancio di attenzione si rivela una riscoperta con il riscontro di una maggiore vendita delle opere. Nel caso dei cantani il risultato è una postuma scalata nelle vendite discografiche. Anche l'improvvisa morte di Lucio Dalla ha significato una nuova "riscoperta" popolarità del geniale e sperimentale cantautore bolognese, dimostrata dal ritorno di Dalla in vetta alla classifica italiana degli album più venduti con ben otto suoi titoli.
La popolarità delle sue canzoni è riemersa tra le diverse generazioni che hanno accompagnato il successo commerciale di Lucio con ricordi e situazioni legate a una colonna sonora lunga cinquant'anni.
Accanto alla popolarità inevitabilmente commerciale, Lucio ha sempre coltivato anche una vena artistica sempre nuova, originale, aperta alle sperimentazioni di ogni tipo, anche linguistiche oltre che sonore. E lo ha fatto avvalendosi anche di poeti raffinati e colti come Roberto Roversi che firmò per lui tre Album negli anni settanta. Il primo di questi Album si chiude con una breve canzone, bella e misteriosa, intitolata "La canzone diOrlando".
Il titolo e il contesto alludano chiaramente alla morte del leggendario paladino francese di Carlo Magno, ucciso in un agguato e con accanto l'arco, la freccia, la spada, il cavallo... La prova di una ricerca musicale che apre un'avventura artistica, umana, spirituale, filologica...Si perchè il testo resta sibillino. Chi è e a cosa rimanda "Anser anser che va..."?
E se l'Orlando fosse un criptico romanzesco rimando al personaggio immortalato da Virginia Wolf?
L'"Orlando" della scrittrice innglese si chiude proprio con il famoso grido di Orlando, nell'ultima pagina del romanzo: "E' l'oca! L'oca selvatica.." Il nome dell'oca selvatica è anser anser...D'altro canto, il piumaggio di questi ucelli veniva usato per costruire dardi, frecce per gli archi dei cavalieri medievali. E torniamo così alla cornice letteraria di un viaggio poetico-sacrale... Antonio Miredi
Illustrazione di anser anser (l'oca selvatica)
Oca selvatica in volo
La morte di Orlando in una miniatura di Jean Fouquet (XV sec)
"Se tutti i monti fossero seminati a grano,
se i cavalli in branco ritornassero al piano,
volando tra erbe e fiori,
io raccontando i miei amori avrei ancora vent'anni.
Anser anser che và.
Ma nevica sulla mia mano
e il mio cavallo è ormai lontano,
notte e nebbia negli occhi,
il ferro sui miei ginocchi,
arco e freccia non scocchi.
Anser anser che và.
Acqua di luce alla foce,
con una corsa veloce,
bagnami con un sorriso solo.
Se i monti sono foreste e le strade nelle ,
io mi fermerò in volo.
E potrò raccontare la mia vita passata e ti saprò aspettare.
Anser anser che và
Tu, luce che vai alla foce
Con una corsa veloce,
Bagnami con un riso solo;
Se i monti sono foreste
E le strade nelle tempeste
Io mi fermerò nel volo:
E potrò raccontare
La mia vita passata
E ti saprò aspettare.
Anser anser che va.
(Roberto Roversi )
La versione in studio de "La canzone di Orlando"
La canzone fu ripoposta nell'Album live con De Gregori, "Banana Republic" ; riconoscibile la voce dell'amico cantautore nel ritornello.
Mario Bassi, Orlando morente con il suo cavallo
Il poema di Orlando ha ispirato anche Mario Bassi che a questa leggendaria figura ha dedicato il lavoro di una suggestiva scultura in vetro di resina ad altezza naturale, visibile sul luogo mitico di Roncisvalle. Una testimonianza di arte e fede essendo l'opera posta sulla via di transito dell'antichissimo pellegrinagio di Santiago di Compostela.
Quando Alessandro Manzoni è andato a Firenze a "sciacquare" il suo romanzo storico in Arno, sapeva di aver scritto una vera epopea nazionale in grado di porsi come modello linguistico per il popolo italiano ancora privo di uno Stato unitario, ma non poteva di certo immaginare che i suoi personaggi evrebbero cantato in un'opera moderna, a metà strada tra il Musical e l'Opera della Tradizione Lirica. E invece tutto questo è avvenuto, riuscendo in maniera convincente a coniugare la letteratura di un classico, la contemporaneità e l'emozione musicale delle sonorità rock-pop.
Già dieci anni fa, "I Promessi Sposi" Musical" di Tato Russo hanno calcato le scene con successo per ben tre anni di seguito; ora come "Opera Moderna" il romanzo si ripropone in maniera spettacolare con la regia di Miche Guardì, autore anche dell'adattamento testuale, e le musiche di Pippo Flora. Un grandioso affresco musicale, ricco di costumi e scene degne della migliore tradizione crativa italiana. Al punto di avere come "battesimo" una rappresntazione canora nel Duomo di Milano. Non a caso il Duomo, "Grande Macchina" di fede e di arte, ma anche luogo "teatrale" per eccellenza con il carico dei suoi secoli di storia.
La scuola italiana, diciamo la verità, ha portato più danno che favori a Manzoni facendo disamorare generazioni di giovani alunni iitaliani verso un'opera che invece ha ancora tutti gli ingredienti per essere letta con piacere. Ecco dunque una bella occasione, accostandosi all'opera musicale in scena nei migliori teatri e luoghi d'Italia, per riscorprire il libro risorgimentale della nostra identità italiana. (Antonio Miredi)
"I Promessi Sposi Opera Musicale" è in scena a Torino al Teatro Alfieri dal 13 al 18 marzo2012 Informazioni e prenotazioni tel 011/5623800 011/6615447 www.torinospettacoli.it
Graziano Galatone e Noemi Smorra sono renzo e Lucia
Giò Di Tonno è Don Rodrigo
Lola Ponce è la Monaca di Monza
Il melodico dolce duetto tra Renzo e Lucia nel loro incontro
Copertina della canzone 4 marzo 1943 di Lucio Dalla
Doveva chiamarsi "Gesù Bambino" la canzone che il giovane cantautore Lucio Dalla portava in quel San Remo del 1971, insieme agli Equipe 84. E giù polemiche, scandalo, ipocrisia...La canzone, dato l'argomento scabroso, la storia di una ragazza madre, un figlio nato da un amore senza nome, e appunto come un Gesù bambino sulla strada...non poteva chiamarsi così, pena l'esclusione dalla gara canora. Lucio allora se ne assume in pieno la paternità, il coraggio dell'appropriazione di una identità senza identità, e come in tutte le sue canzoni, sapendo che le piazze e le spiagge sono le sue dimore della terra e le stelle e i sogni le sue dimore del cielo, chiama la sua canzone con la data della sua nascita: 4 marzo 1943.
Oggi 4 marzo 2012 Lucio dà a Bologna il suo ultimo saluto, nel giorno del suo compleanno, in una mite giornata con una primavera che sembra arrivata in anticipo. E chissà se le Rondini durante il suo ultimo terreno viaggio sorvoleranno felici di aver ritrovato nel volo un loro fedele compagno dalle ali invisbili.
(Antonio Miredi)
Lucio Dalla ai suoi esordi di cantante
4-3-1943 l'inizio sorprendente di un ininterrotto successo
Lucio Dalla in quel San Remo del 1971 non era però un esordiente, aveva già scritto e cantato canzoni come "Quando ero soldato" del 1966, "Lucio dove vai" e "Il cielo" del 1967, "Sylvie" del 1970, canzoni avanti rispetto al tempo e forse per questo senza il successo che avrebbero meritato. La canzone si classificò terza e segnerà il successo dando una luce nuova, poetica e allo stesso tempo popolare, a tutte le altre interpretazioni.
Dalida si innamorerà di questo testo e della sua musica, con quel dolce-triste attacco di violino, e la canterà in francese portandola a un successo internazionale, col suo vero originario titolo "Gesù Bambino". Sanremo e Dalida sono legati anche al tragico Sanremo del 1967, quello maledetto del suicidio di Luigi Tenco.
Lucio aveva la camera d'albego di fronte a quella di Luigi. Fu Dalla il prmo ad accorrere nudo sotto la pelliccia alle grida disumane di Dalida che con le mani ancora sporche di sangue aveva rinvenuto il corpo dell'amato. Quell'anno Dalla, ironia del destino, cantava "Bisogna saper perdere". Lucio Dalla non amava ricordare la tragedia di quel Sanremo vissuta da Dalida e Tenco, ha mantenuto il pudore di un misterioso riserbo. Il privato più privato, a cominciare dal suo, restano per il cantautore poeta del sogno, del cielo e del mare, delle stelle e delle strade, un assoluto silenzio.
L'intensa e bella versione francese della canzone di Lucio Dalla cantata da Dalida
Si dice che noi moriamo in coerenza con la nostra vita....Lucio Dalla per la cronaca è morto lontano da casa, in viaggio durante i suoi concerti, in una città della muisca, "tradito" all'improvviso dal cuore. Ma può tradire un cuore dal momento che significherebbe solo "tradire" anche se stesso?
Lucio Dalla in "Puoi sentirmi", un intimo colloquio col cuore, come fra due amici...
"Di che cosa è fatto un cuore
E di che colore è?
Cosa c'entra con l'amore
Cosa a che fare lui con me
Che non mi nascondo neanche dietro a un dito
Né ho mai acceso un cero dietro te
Tu cuore
Ma quante volte mi hai tradito
A quale gioco giochiamo io e te
Puoi sentirmi, puoi capirmi,
puoi scordarti di me?
Io stasera faccio a meno anche di te
Tu non hai niente più da dirmi
Né io niente da dire a te
Ma poi tu mi svegli la mattina
E mi fai pensare che
Forse cè una scorciatoia
Per tenerti ancora qui con me
Mi capisci?
Ho bisogno che ti fidi
E se sbaglio, quando sbaglio stai con me
È così che stanno insieme due amici..."
Nel saluto finale oggi saranno lette le parole di una sua intensa canzone poco coosciuta, "Le rondini": una canzone sul senso dell'amore che poi significa il senso della vita.
"Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà..."
"In questa notte calda di ottobre, apriti cuore
non stare li in silenzio senza dir niente
non ti sento, non ti sento, da troppo tempo non ti sento
e ti ho tenuto lontano dalla gente
quanti giorni passati senza un gesto d'amore
con i falsi sorrisi e le vuote parole.
Ho perfino pensato in questa notte di Ottobre
di buttarti via......di buttarti via
ah lo so il cuore non e' un calcolo
freddo e matematico
lui non sa dov'e' che va
sbaglia si ferma, e riprende
e il suo battito non e' logico
e' come un bimbo libero
appena dici che non si fa
lui si volta e si offende
non lasciarlo mai solo come ho fatto io
lascia stare il potere, il denaro non e' il tuo Dio
o anche tu rimarrai senza neanche un amico
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
Cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente...di niente
anche davanti a questo cielo nero di stelle,
e ce ne sono stanotte di stelle, forse miliardi, cuore non parli?
o sono io che non sento e per paura di ogni sentimento
cinico e indifferente faccio finta di niente
ma non ho più parole in questa notte di ottobre
sento solo lontano un misterioso rumore
e' la notte che piano si muove, e tra poco esce il sole
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente
Cambierò, Cambierò
apriti cuore ti prego fatti sentire
cambierò, tornerò come un tempo padrone di niente, di niente, di niente"
L'ARTE sulle note e le ali di "Felicità" da risorsa YouTube
Per ritrovare il senso dolceamaro della solitudine e rivivere un viaggio interiore a ritroso, tra foto innocentemente gioiose dell'infanzia e la vanità impolverata della gloria effimera che sola non può dare la felicità, Tiziano Ferro canta nel suo secondo video ufficiale del fortunato suo ultimo Album, sulle vette di innevate montagne. Il video che può anche prestarsi a un ottimo spot turistico non annulla per questo tutto il fascino e la bellezza di una imbiancata natura inacessibile.
La canzone scelta è l'intensa "L'ultima notte al mondo", musica e testo di una dolcezza infinita, come quello di un "soriso" improvviso arrivato come un dono a sciogliere il gelo della solitudine d'amore.
Nel video il sensibile cantante autore entra in una abbandonata baita con l'insegna sulla porta di un cavallo che ha tutta l'aria dell'allegoria di un ritrovato coraggio. Quel felice coraggio capace di non sciogliersi come neve....La canzone intanto è ancora sulle vette di vendita dei primi singoli più ascoltati nella Rete
(Antonio Miredi)
L'ultimo video ufficiale caricato sulla pagina YouTube dallo stesso cantante TizianoFerroVEVO
Cade la neve ed io non capisco Che sento davvero mi arrendo Ogni riferimento è andato via Spariti i marciapiedi E le case … le colline Sembrava bello ieri Ed io … io Sepolto dal suo bianco Mi specchio e non so più che cosa sto guardando HO INCONTRATO IL TUO SORRISO DOLCE
E CON QUESTA NEVE BIANCA ADESSO MI SCONVOLGE
LA NEVE CADE E CADE PURE IL MONDO
ANCHE SE NON È FREDDO ADESSO QUELLO CHE SENTO
E RICORDATI, RICORDAMI
TUTTO QUESTO CORAGGIO NON È NEVE
E NON SI SCIOGLIE MAI, NEANCHE SE DEVE Cose che spesso si dicono improvvisando
E se m’innamorassi davvero
Saresti solo tu …
L’ultima notte al mondo
Io la passerei con te
Mentre felice piango
E solo io … io
Posso capire al mondo quanto è inutile
Odiarsi nel profondo …”
Non è stata di certo la novità della reunion, peraltro avvenuta due anni fa, anche se non aveva ancora prodotto un Album di inediti, a far balzare in vetta alla classifica di vendita, al primo colpo di uscita, "Grande Nazione", l'ultima avventura musicale dei Litfiba.
Un Album del ritorno alla grande sulla scena musicale della coppia Pelù-Ghigo, un ritorno anche all'antica loro anima rock-punk, anche se nell'Album non mancano sperimentazioni e ballate melodiche di raffinata ricercatezza, in un amalgama alchemico perfetto di testo e musica, come nel caso di "Elettrica", Luna dark", "La mia valigia", il singolo di lancio di "Grande Nazione".
Un titola che gioca con manifsto e autentico impegno alla parodia politica, molto presente nelle tracce.
L'irrisione alla casta dei politici non è di semplice facciata, è motivata da ragioni sociali e culturali, anche se non all'interno di un "binario" ideologico ma "anarcoide", come si dice esplicitamente nella canzone che porta questo titolo: "Io sono un'altra cosa dalla distrazione di massa...sono un libertario, sto nel mio binario...".
Pelù-Ghigo anni 80
Litfiba 2000
La copertina di Grande Nazione
"Elettrica" vista dal videoclip di Evil risorsa YouTube
"Elettrica" è una ballata rock anche molto onirica, visionaria, ricca di immagini travasate dall'immaginario artistico e di simbologie mitiche...
"Elettrica...insaziabile creatura in estinzione/ ti presenti qui con il coraggio e l'intenzione/ salti su cavlchi sull'abisso un po' felino che c'è in te/ ma le dimotrazioni ti vanno strette...dici di sì ai tuoi cavalli bianchi...bomba elettrica sempre in lotta con il mondo/ non escluderti che sai già come mandarlo a fondo/ con le formule tipiche di un'arte antica/ tu come Salomè baci la mia testa andata...truccati gli occhie affonta le tue ombre/ apri le porte a tutte le tue onde..."
Il cavallo bianco dell'Ippogrifo
Carlo Dolci, Salomè con la testa di San Giovanni Battista, 1670
La Salomè contemporanea di Cinzia Rubino
Litfiba,"Tra te e me"risorsa Youtube
“Il mio presente è qua tra le onde lunghe dei tuoi occhi
Sarà quel che sarà dei sogni che teniamo in tasca
la nostra eternità è quello che succede…
tra te e me ora…
le carte dei pensieri si mischiano e fanno un miraggio
noi siamo sempre qua con il biglietto del passaggio
e se la gente parla facciamogli capire che
contiamo noi!
quello che conta sai cos’è?
io sono qui davanti a te
e tutto quello che succede
succede qui tra te e me
qui…tra te…e me…tra te e me!
tra te e me!
se accettiamo che ognuno è fatto come è fatto
se io non cambio te, tu non cercare di farlo con me
sai che funzionerà soltanto la diversità
tra te e me
quello che conta sai cos’è?
io sono qui davanti a te
e tutto quello che succede
succede qui tra te e me
quello che conta sai cos’è?
io sono qui davanti a te
ed ogni rito ogni passaggio
succede qui tra te e me
qui…tra te…e me…tra te e me!
tra te e me! tra te e me!
braccio di ferro…tra te e me …
nervi d’acciaio…tra te e me …
amore eterno…tra te e me…
solo te e me…tra te e me
solo te e me …tra te e me…”
Un brano raffinato, dove il rok sa sposarsi a un testo sapientemente consapevole che solo nel rispetto e nell'amalgama della reciproca diversità si può vivere il libero e vero viaggio della vita trasformandola in un'avventura.